CONFESSIONI DI UN MUSICISTA INADATTO ALLA SOCIETA’

Da il 6 luglio, 2013

Heart_Music_by_YuriBonderprima parte.

Francesco era un ragazzo molto affascinante,
occhi chiari, capelli castani, era desiderato da
moltissime donne, donne che effettivamente lui
non si faceva mai mancare. Era un musicista,
per alcuni talentuoso, per altri era
semplicemente un orchestrale che cercava di
stupire il suo pubblico con qualche piccolissima
qualità. Fatto sta che piaceva moltissimo al
sesso femminile, odiato molto dal sesso
maschile. lo additavano come gay, inutile,
antipatico, raccomandato. Già. Raccomandato,
perché Francesco aveva un padre che stava in
politica nella sua città da diversi anni, ma, per
sua stessa ammissione, non fu mai aiutato, nè
pretese aiuti dall’alto, nonostante avrebbe
potuto, perché preferiva farcela da solo, con le
sue forze. Delle voci se ne stra-fregava. “Tutta
Invidia” pensava. La cosa bella è che lui sapeva
nomi e cognomi di tutti quelli che lo
maledicevano ed erano gli stessi che quando lo
incontravano per strada lo salutavano con
sorrisi, pacchi sulle spalle e complimenti a non
finire per la sua florida attività di musicista. Mai
da parte sua un accenno di disapprovazione.
Francesco salutava sempre tutti con la sua
espressione dolce ed attenta nel viso.
Dichiaratamente di Sinistra, per un periodo
credette al miracolo Di Pietro, ma i fatti
successivi purtroppo lo fecero ricredere. La sua
Sinistra era morta da un pezzo e nessuno ad
oggi era in grado di sostituire quel vuoto enorme
che la politica “rossa” aveva lasciato.
Negli anni che precedettero il 2000 e quelli
successivi (fino circa all’abbattimento delle torri
gemelle) non riusciva ancora a mettere la testa
a posto. Aveva all’incirca 4 storie in piedi con
altrettante ragazze, le quali, a loro volta
(diciamo 3 su 4) avevano altrettante storie in
piedi. Ma con lui le donne riuscivano
psicologicamente a sbloccarsi, e ciò le rendeva
libere e lontane (anche se solo per quei
momenti vissuti accanto a lui) dalla società
“morale” e dall’ipocrisia che regnava sovrana
nella maggiorparte delle persone.
Lui non si sentiva in colpa nemmeno un pò nel
trattare le donne con cui stava in quel modo, un
pò consapevole del fatto che anche loro, in fin
dei conti, non erano fedeli a lui. E poi era lì che
si annidava la sua insicurezza più grande, ossia
la paura perenne di non piacere al prossimo e
quindi, in un certo senso, conviveva bene in
quello stato precario e senza radici. C’era una
sola ragazza per la quale provava tenerezza e
quindi un po’ di repulsione di se stesso. Myriam.
Myriam come lui era una persona sensibile, un
pò inadatta al mondo che la circondava, sempre
con il sorriso stampato in viso ed i capelli
perennemente scombinati. Era forse l’unica
persona fino ad allora che veramente gli aveva
voluto bene e non per quello che faceva, per
quello che aveva o per essere figlio di un
politico abbastanza in vista, ma gli voleva bene
per quello che era lui, nel bene e nel male. Lei a
sua volta, in presenza di Francesco, diventava
angelica in volto e si sentiva bene come non
mai. Ecco perché, per tutto il tempo che gli
stette a fianco gliele perdonò tutte, ma proprio
tutte. Perché nonostante le sofferenze, i
tradimenti ed i maltrattamenti anche di fronte a
terze persone, quando erano loro soli, lei viveva
in assoluta beatitudine ed in pace con se
stessa, lontana anche se solo per poco, dai
problemi che aveva, causati da un passato
troppo crudele per la ragazza dai capelli
scombinati
Dicembre 2006.
Un mese prima della suddetta data, Francesco
era in giro per la sua città a ritirare tasse che gli
esercenti dovevano al Comune per le
occupazioni di suolo pubblico. Uno dei
tantissimi lavori che il padre gli obbligò a fare
non accettando la scelta del figlio di vivere per
l’arte, con l’arte ed in arte. Un lavoro
momentaneo, pallosissimo ed anche un po’
frustrante per un ragazzo come lui. Lo
sosteneva per fortuna la compagnia del suo
collega, un ragazzo sportivo di buona famiglia
con il quale Francesco passava quelle
interminabili ore mattutine e che qualche anno
dopo un male incurabile si portò via.
All’improvviso il telefono di Francesco squillò.
Era il suo Capo, un uomo per bene, dal sorriso
perfetto in ogni dettaglio (denti che luccicavano
sull’occhio azzurrissimo coperto da una
montatura di occhiali a bordo nero e spesso).
“Francesco dove ti trovi?” “Sono a fare i mercati
in questo momento, perché? E’ successo
qualcosa?” “Sì forse è il caso che torni, perché
girano voci che hanno arrestato il Sindaco! Tu
non sai nulla?”
Questa frase tuonò come un temporale in arrivo
d’estate a ciel sereno nella testa di Francesco, il
quale nutriva una certa preoccupazione, vero,
ma nello stesso tempo provava piacere nel
sapere che un uomo come il Sindaco pagasse
l’errore di essere stato nel periodo parziale del
suo mandato, una persona arrogante,
maleducata ed anche un pò troppo spavalda.
Aveva due chiodi fissi il Sindaco Galli. Come
diceva Francesco le due “S”. Soldi e Sesso.
Viveva solo per soddisfare queste due malattie
che incombevano su di lui. Ma la troppa
strafottenza e la mania di strapotere che Galli
sentiva appartenergli lo portò a fare questa
brutta fine che era ancora comunque tutta da
chiarire.
Francesco non tornò nemmeno in ufficio, ma si
precipitò nella piazza del Comune. C’era quasi
tutta la Giunta riversa nella piazza antistante il
Palazzo Comunale e parlottavano tra loro. Ma i
musicisti, da persone sensibili quali sono, non si
limitano a guardare ed osservano attentamente.
Vedeva negli sguardi di quelle persone (specie
quelli di Centro Destra che all’epoca dei fatti
erano all’opposizione) una sorta di piacere
trattenuto nei visi, che però ogni tanto si
solidificava nelle facce di bronzo con le quali
cercavano di far credere che erano scioccati per
l’accaduto. In verità godevano come lucertole al
sole al solo pensiero che quelle poltrone, dopo
la caduta di quella Legislatura, sarebbero state
sicuramente le loro. Cercò di trovare il padre,
ma aveva capito che non era lì. Evitò di passare
a casa sua, che il papà divideva con la nuova
compagna, con la quale Francesco non aveva
mai legato un rapporto duraturo per mancanza
assoluta di stima. Quindi decise di chiamarlo al
Telefono.
“Pà, ma è vero quel che è successo?”
“Eh Francè, è vero sì”
“Ok. Ma dove sei?”
“No, tu dove sei”
“Pà io sto in comune convinto di trovarti qui”
“Eh allora mo’ vengo lì, aspettami”
Il Padre arrivò col suo Mercedes e Francesco
entrò con scatto felino all’interno dell’ auto.
“Te lo dicevo che il Sindaco doveva darsi una
calmata col suo modo di fare, adesso vedrai
che andrete nei guai tutti quanti”
Il padre accennò un sorriso in viso, da uomo in
buona fede quale era sempre stato, ma anche
lui inadatto a vivere nella Società che lo
circondava e, soprattutto, col difetto di
circondarsi sempre di persone false ed ipocrite
“No no assolutamente, nè io nè gli altri rischiano
nulla. Volevano lui e lui hanno preso, anche
perché i motivi per cui è successa sta cosa si
sanno e noi personalmente non abbiamo fatto
assolutamente nulla”..
F I N E P R I M A P A R T E

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