CONFESSIONI DI UN MUSICISTA (PART. 3)

Da il 18 luglio, 2013

052-matrimonio-bacio8 Dicembre 2006
Data Fatidica, scolpita nella mente di Francesco
come uno dei più bei brutti momenti della sua
esistenza.
Si svegliò presto quella mattina e aveva brutti
presentimenti in testa. Era il giorno del matrimonio
di sua sorella, lui testimone del matrimonio.
Capelli corti ed a spazzola, un fortissimo mal di
testa che lo sovrastava ed un pensiero fisso in
testa. Il Vestito.
Già, perché Francesco prima di allora non aveva
mai messo giacca, gilet e camicia con gemelli ai
polsi in vita sua. Un vestito pagato in offerta
all’outlet 600 euro, un qualcosa che non riusciva a
concepire, data la sua mentalità anarchica. Perché
spendere tutti quei soldi per un vestito… Ma era
d’obbligo ed, in un certo senso, faceva la sua
porca figura.
Maniaco delle foto, si guardò allo specchio e se ne
fece una con il nuovo completo. Si vedeva gonfio
in faccia, l’occhio preoccupato, anche se il colore
verde dell’iride traeva in inganno chi lo guardava,
dicendogli che stava proprio bene vestito in quel
modo.
Ma Francesco, dentro era tutto un rumore, era la
sua mente che faceva casino per non pensare a
ciò che stava cercando realmente dentro i suoi
pensieri.
Entrò nella camera da letto dei suoi genitori, dove
la sorellina si stava truccando per il grande giorno.
Nel momento in cui Chiara (sorella di Francesco)
vide il fratello vestito in quel modo, fece un sorriso
sincero e solare, prima di scoppiare in un pianto
che impiastricciò tutto il trucco accuratamente
eseguito dal parrucchiere.
Era emozionata Chiara. Forse prese coscienza in
quel momento del grande passo che stava per
fare, vedendo il fratello vestito a puntino, pronto a
farle da testimone.
Erano momenti pieni di emozione e di tensioni.
Emozioni per il matrimonio che stava per
svolgersi, tensioni, perché il trambusto del
Comune (l’arresto del Sindaco quindici giorni
prima), si sentiva ancora vivo nell’aria.
Infatti dopo il Sindaco, gli arresti arrivarono a
toccare alcuni Assessori Comunali. La restante
giunta Comunale fu tutta invitata al matrimonio di
Chiara, anche Luigi venne invitato, l’amico di papà
Filiberto, l’uomo del vivaio, l’uomo dai mille vizi, il
quale, qualche giorno prima aveva fatto recapitare
il regalo via posta a Chiara.
Perché spedirlo per posta se era tra gli invitati al
matrimonio? Vabbè Luigi fa queste cose. Magari
non aveva voglia di portarsi il regalo dietro.
Francesco invece aveva paura, temeva che
qualcosa potesse succedere durante il
matrimonio. Ma era sua abitudine catastrofizzare
la sua vita e quella di chi gli stava intorno. Ma
questa volta le preoccupazioni erano vere ed ecco
perché il mal di testa sembrava non arrestarsi.
Questo perché Francesco aveva intuito che gli
Assessori arrestati dopo il Sindaco, non erano
connessi tra loro. A Francesco sembrava un po’
come una sparatoria a cielo aperto, dove si
colpisce quel che si può. Ma papà Filiberto era
tranquillissimo, continuava a sostenere che non
aveva nulla da temere, che lui non aveva fatto
assolutamente nulla e che erano altri i personaggi
che dovevano temere qualcosa.
Cominciò il rito Matrimoniale in Chiesa. Luigi non
si presentò. Fu un rito semplice e bello, con punte
di commozione enormi. Chiara ogni tanto si girava
verso i genitori con sorriso beffardo e simpatico,
quasi come a tranquillizzarli. “Tranquilli, mi sposo,
ma sarò sempre vicino a voi” sembrava dire.
Francesco non smise di piangere nemmeno un
attimo. Senza la sorella si sentiva forse un pò più
solo. Durante la celebrazione, riaffioravano nella
sua mente i ricordi di infanzia passati con la tanto
amata sorellina. Ripensava a Chiara, che
scendeva le scale all’indietro gattonando per
rincorrerlo quando aveva appena due anni,
ripensava a quando ricevettero due biciclette
identiche, diverse solo in grandezza (quella di
Chiara a gomme piene e ribattezzata quindi
macina-pepe a causa del cigolio che provocava
pedalando), ripensava alla vacanza in Trentino e
ad una strana morte che era avvenuta proprio in
quei giorni e che aveva colpito la famiglia nella
quale Chiara e Francesco assieme ai genitori
alloggiavano (Infatti il figlio della padrona
dell’albergo fu ritrovato stranamente impiccato
dentro una baita in alta montagna. Si parlò di un
ipotetico delitto generato all’interno di un ambiente
omosessuale. Chiara e Francesco erano
terrorizzati, data la giovane età, ma quella paura li
aveva avvicinati ancora di più in quei giorni).
Ripensò alla canzone Joe Temerario per la quale
andavano pazzi, ripensò alle scuole elementari,
quando entrambi si fermavano all’alimentari vicino
la scuola, dove compravano sempre due panini
con prosciutto cotto da portare via, un altro da
mangiare prima di entrare in classe, diviso a metà.
Tutto faceva parte del passato. Chiara e
Francesco erano cresciuti ed il matrimonio della
prima stava per dire addio ad un pezzo di vita
indimenticabile vissuta in simbiosi.
Dopo il rito liturgico si spostarono tutti al
ristorante. Il pranzo fu speciale. Erano presenti
tutte le autorità politiche della città. Ma Luigi non
andò e, come lui, anche una vicina di casa della
famiglia di Francesco, Aurora, grande amica ed
estimatrice di Mariella (mamma di Francesco).
Aurora aveva da pochissimo tempo sposato un
architetto che lavorava per il Comune. Il suo
secondo matrimonio. Perché queste due assenze
così evidenti ed ingombranti in un certo senso?
Francesco se lo chiese…

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