CORDONI OMBELICALI-NICCOLÒ FABI@PESCARA

Da il 12 agosto, 2013

ffHo conosciuto Niccolò Fabi qualche mese fa.

Sentendolo raccontare le sue canzoni e il suo modo di concepirle mi ha portato ad intuire in lui quella genialità che nasce spontanea dopo il dolore più atroce, più naturale e ingenuo che l’uomo possa vivere quando così, attesa e inaspettata, arriva Lei alla tua porta e ti spiega che sei solo un uomo. ” Quando osserva l’infinito attraverso il suo ombelico.”

Parco Le Naiadi, le Onde Sonore iniziano a vagare per lo spazio, il prato è pieno di gente seduta che si fa guidare il capo e la materia grigia da Bianco, che apre il concerto facendomi sorridere ed annuire.

Fabi, Niccolò, arrivano i suoi folti pensieri e capelli sul palco, presenta la sua band all’inizio, non a fine concerto. Infatti le prime parole che canta sono ”Non sarà mica l’ego l’unico nemico vero di quest’universo, non sarà certo questo piccolo pronome il centro di ogni discorso”.

Mi stendo sull’erba mentre Niccolò Fabi continua a raccontarmi quello che ha visto nel buio delle sue stanze, disegnandone ogni centimetro del perimetro con perfezione, senza troppi strumenti di metallo e plastica. Sono planimetrie ancestrali fatte di carne e sangue. Per questo ho un nodo in gola mentre lo ascolto, guardando le stelle di Agosto accarezzate dalle foglie degli alberi. Un nodo in gola che mi si è sciolto, poi, sulle guance, scivolando ai lati, leccando le orecchie piano e concimando la terra sotto il mio capo.

Essere lì era essenziale, elementare, necessario. Ecco, inizia il tremore, ho le mani poggiate sull’erba umida con tutto il mio peso sopra, con tutto il peso del mondo. Mi aggrappavo forte alla terra, come ci si aggrappa alle maniglie di una giostra che inizia a girare più veloce, e vuoi scendere, e vuoi ridere, e torni piccolo e vuoi piangere. Ma io ho fatto La promessa, e non scendo finché non si ferma.

gg

About Laylla K. Gharbieh

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*