DI MATTIA: «RIACCENDIAMO LA STELLA MARIS»

Da il 18 ottobre, 2012

«Hanno avuto decenni per restituire Stella Maris ai cittadini. Non ci sono riusciti, né Regione, né Provincia. Adesso io chiedo quattro anni per renderla il più bel biglietto da visita del nostro territorio. Mi do una tempistica e precisi obiettivi da raggiungere, perché così si fa. Se fallirò lo potrà dire solo la storia, ma è una chance che non può essere negata ai montesilvanesi, che in questi anni hanno subito sul loro territorio solo le conseguenze negative dell’abbandono della struttura. Il sopralluogo di ieri è solo l’ennesima conferma di una situazione che va avanti da anni a cui i miei concittadini sono purtroppo abituati».

Il nuovo, giovane ma lungimirante sindaco di Montesilvano, Attilio Di Mattia, che proprio stamattina sta coordinando un Consiglio comunale nell’eterodossa e simbolica sede dell’ex colonia Stella Maris (manufatto storico del lungomare montesilvanese, gioiello lasciato avvizzire nel degrado al netto di decenni di promesse politiche da marinai), vuole rilanciare la cultura e il turismo della sua città a partire da qui. Dalla Stella Maris. Liberare e riconsegnare questo spazio a una popolazione che di spazi pubblici ne ha ben pochi. Alla Stella Maris potrebbero essere ospitati tutti i concerti e gli spettacoli estivi. E potrebbe lavorare  a pieno regime anche d’inverno: laboratori, eventi al chiuso. Ma la Stella Maris è tuttora di proprietà della Provincia. “Come la Regione ha ceduto gratuitamente la proprietà dell’immobile alla Provincia – continua Di Mattia – così la Provincia può cederla a noi. Noi sappiamo cosa farci. Ma la cosa più importante è che sappiamo come farlo. Ho messo al lavoro gli uffici competenti per valutare le economie che potremmo mettere subito sul tavolo. Mi hanno comunicato che paghiamo ogni anno circa 250 mila euro di fitti passivi, escludendo gli affitti delle scuole e degli alloggi alle famiglie. Ebbene, eliminando i fitti di cui si può fare a meno e pianificando lo spostamento delle varie associazioni sociali (per le cui location oggi paghiamo un affitto mensile) nelle struttura di Stella Maris avremmo a disposizione oltre un milione di euro in cinque anni. Al vaglio delle ipotesi del nostro progetto c’è anche la possibilità di vendere immobili comunali che ci permetterebbe di avere in cassa altri bei milioncini. Ma non è tutto, perché la struttura dovrà diventare il centro nevralgico del turismo di tutta l’area con la costituzione dell’ente Montesilvano marketing, in cui far convergere tutte le attività turistico-ricettive della zona per pianificare una comunicazione sinergica e organica e portare oltre i confini abruzzesi e nazionali il marchio Montesilvano, con annesso desk di prenotazioni. In questo modo, offrendo la comunicazione a 360 gradi, i soggetti interessati, a fronte di un vantaggio evidente, potrebbero offrire un contributo sostenibile e agevolato come canone annuo. Inoltre, si potrebbe tranquillamente valutare la possibilità di fare accordi commerciali che riguardano i servizi ai cittadini con cui alimentare le entrate, posso fare un caso a titolo solo di esempio: uno sportello bancario che porterebbe nelle nostre casse circa 150 mila euro l’anno. Siamo pronti, inoltre, ad accogliere tutte le eventuali proposte che verranno, purché siano accompagnate anche da una idea di copertura finanziaria sostenibile. Noi siamo pronti, ma ci sentiamo come un’automobile accesa che aspetta di ingranare la marcia per patire. E Testa deve darci questa possibilità».

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