UN VERDI DA VEDERE,UN VERDI DA SENTIRE (AL VITTORIANO)

Da il 9 dicembre, 2013

10-Grammofono-a-moneta-di-tipo-MammouthDa sabato scorso, e fino al 19 gennaio 2014,

il Complesso del Vittoriano di Roma ospita la mostra “Giuseppe Verdi. Musica, cultura e identità nazionale”.

E’ una delle molte iniziative previste dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bicentenario della nascita di uno dei più celebrati operisti di tutti i tempi.

L’esposizione, che illustra attraverso una ricca raccolta di materiali documentari originali la vita del compositore di Busseto, è articolata in sei sezioni tematiche ed è curata da Marco Pizzo, Massimo Pistacchi e Gaia Maschi Verdi, con a capo del Comitato d’onore il maestro Riccardo Muti.

L’intento è quello di raccontare Verdi come uomo e come artista, figlio del suo tempo. Si dà risalto infatti al contesto storico e al legame con la vita culturale italiana ed europea del tempo.

C’è un Verdi da ‘vedere’, con una selezione di ritratti, dipinti, incisioni, fotografie e sculture, che documentano la vita dell’artista sin dai primi anni, accanto al film muto del 1913 del regista Giuseppe De Liguoro appena restaurato. E un Verdi da sentire, nei diversi punti d’ascolto allestiti nella sala centrale, tra il pianoforte appartenuto al compositore, un vecchio fonografo, cilindri di cera e 78 giri. Il percorso sonoro si propone di sganciare l’ascolto dal teatro lirico per portarlo nella dimensione dell’ascolto domestico. In una vetrina c’è anche un disco ‘enigma’ prodotto nel 1913 – per il primo centenario – e con brevetto depositato, che riproduce le registrazioni delle opere in un ordine sempre diverso. Una sorta di quella che oggi, con la musica digitale, chiamiamo ripetizione casuale di brani. Altra curiosità, nella grande raccolta di documenti, il telegramma inviato da Verdi – eletto senatore – a Cavour, nel quale propone la questione dei diritti d’autore.

In un’altra sezione, attraverso le immagini di diversi archivi storici, compaiono i grandi interpreti del melodramma verdiano tra Ottocento e Novecento. Quando l’attore/cantante aveva un vero e proprio prontuario, che come un dizionario alfabetico raccoglieva i sentimenti assieme ai gesti per esprimerli, per conciliarli con l’espressione musicale.

Non manca nella mostra una sezione dedicata al cinema, dove trovano spazio film ispirati alle opere di Verdi raccontati da locandine e manifesti originali, foto d’epoca e documentari delle prime celebrazioni verdiane dell’Istituto Luce.

Al termine del percorso il maestro Muti in una videolezione spiega la grandezza del genio musicale del compositore.

About Francesca Ventura Piselli

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