“VALORIZZARE” 40 ANNI DI POP: IL 2° SABATO IN CONCERTO

Da il 29 novembre, 2013

Il Contemporary Vocal Ensemble del Conservatorio Luisa d'Annunzio di Pescara diretto dal Maestro Angelo ValoriDa un ballo “cheek to cheek” alla musica degli anni ottanta: il viaggio musicale del Contemporary Vocal Ensemble del Conservatorio Luisa d’Annunzio Pescara per la rassegna “sabato in concerto jazz”, organizzata dalla fondazione Pescarabruzzo,  dall’associazione culturale Archivi Sonori con la direzione artistica di Maurizio Rolli.

Otto voci ed una sezione ritmica, una formazione unica nel suo genere in Italia diretta dal Maestro Angelo Valori.

Appuntamento sabato 30 novembre, sul palco della Maison Des Arts (palazzo della Fondazione Caripe) in corso Umberto. Inizio ore 18, ingresso libero.

Un racconto in musica. Anno di partenza,1935. Sono gli anni di Fred Astaire che nel film Top Hat balla guancia a guancia con Ginger Roger, in quel “cheek to cheek” scritto da Irving Berlin ed interpretato in seguito da tantissimi grandi (Frank Sinatra, Billie Holiday, Ella Fitzgerald solo per fare qualche nome). Ma la macchina del tempo musicale si sposta in fretta e fa rivivere emozioni grazie a “Route 66” e “Stand By Me”, passa attraverso la raffinatezza di brani di stampo jazz come “Sing a song of song”, strizza l’occhio ai Beatles con “Help” e termina abbracciando la musica anni ‘70/’80 con “Could it be magic”(Donna Summer) e “September” (Earth Wind and Fire).

Protagonisti di questo tpur le voci di Benedetta Scrivani, Giulia Giansante, Manuela Francia, Martina Villanese, Nicole Massanisso, Simone Flammini, Daniele Di Marco, Francesco D’Alessandro, il pianoforte e le tastiere di Carmine Cubellis, le chitarre di Matteo Troiano, il basso di Roberto Pace e la batteria di Giacomo Parone.

La direzione è del Maestro Angelo Valori che con il pop-rock ha un legame particolare, (progetti di lavoro in essere con la Pop Academy di Francoforte). Un’idea che nasce da un’intuizione durante viaggi di lavoro negli Stati Uniti. “Da noi ensemble vocali così nutriti sono poco frequentati a livello didattico, cosa diversa in America come ho potuto verificare di persona sia Boston nel Berklee college che a Chicago dove vi è una formazione con impostazione jazz ma con repertorio più variegato, da qui l’idea di creare anche da noi una realtà di questo genere” spiega Valori. Ed in Italia quella di Pescara costituisce una novità assoluta a livello nazionale. “Come numero di componenti, e, dato che non parliamo di coro gospel, direi proprio di sì”. Per gli studenti un modo importante per confrontarsi con quello che sarà il loro lavoro terminato il percorso di studi. “Sì,ma questo è il compito di tutti i Conservatori, dare una formazione a tutto tondo, non solo didattica ma anche pratica, dobbiamo costruire dei professionisti”.

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