INTERVISTA A ENZO, OMOSESSUALE

Da il 26 luglio, 2013

 

eeEnzo (nome di fantasia) è un medico primario molto
apprezzato nel suo ramo. Un uomo dall’aspetto
assolutamente maschile, molto bello. Capelli neri che fanno
risaltare ancor di più due occhi di un azzurro glaciale.
Raffinato nei modi e nel vestire. Si è presentato
all’intervista (la terza che faccio dal vivo) in giacca e
pantalone neri, vestiti fatti su misura e ai piedi un paio di
scarpe da tennis bianche. Detto così può sembrare una
grezzata da paura, ma dovreste vederlo.
“Amo star comodo” mi ha detto quando ha visto che lo
osservavo curioso, senza che io gli chiedessi nulla,
esattamente come non avevo chiesto io questa intervista.
Infatti è stato lui a contattarmi dicendomi che è un tipo
egocentrico, che gli piaceva come scrivevo e che voleva
conoscermi dal vivo per capire se i miei occhi erano
fotomontati nelle foto o veri. Rimasi un po’ sconvolto a
queste affermazioni, ma non esitai nemmeno un attimo ad
accettare questa richiesta e così eccoci qua. Seduti sul
tavolo di un bar come due vecchi amici. Lui mi guarda ed
un tratto esce fuori il suo lato femminile, senza freni,
spontaneo, come una seconda personalità, talmente
evidente che quasi mi fa paura.
“Ah! ma allora questi occhi sono proprio i tuoi! Madonna
quanto so belli! sembri un Gatto”
Mi strappa un sorriso a bocca aperta, mi imbarazza un po’
questa sua attenzione verso il mio corpo, ma capisco
anche che Enzo è una persona perbene e che ama
scherzare e scandalizzare quando può.
ALLORA TI RIFACCIO LA DOMANDA ENZO. PERCHE’
HAI VOLUTO RILASCIARMI QUESTA INTERVISTA?
«Allora non mi credi? Il motivo principale era per vedere i
tuoi occhi (ride poi si ricompone in un attimo, diventa serio
e va avanti) e poi perché è ora di finirla di vedere gli
omosessuali come esseri libidinosi e peccaminosi. Siamo
peccaminosi esattamente come gli eterosessuali che fanno
le cose più impensabili, poi magari qualcuna te la illustrerò.
E ci innamoriamo anche come gli eterosessuali. Io sono
una persona più tendente all’innamoramento piuttosto che
all’avventura, anche se le avventure non me le faccio
mancare».
QUANDO HAI SCOPERTO DI ESSERE OMOSESSUALE?
«Guarda in verità adesso ti dico che me ne sono accorto da
bambino, anche se quando ero bambino non me ne
rendevo conto. Ad oggi posso dirti che l’episodio che segnò
la mia vita sessuale parte da un gioco fatto con amici della
mia età. Eravamo tutti ragazzini di 10 – 11 anni. Si giocava
a nascondino d’estate. Io facevo coppia fissa nel
nascondermi con un altro ragazzino, un mio vicino di casa,
oggi sposato, con figli ed assolutamente eterosessuale. In
una di questa serate ci nascondemmo al di là di un muro di
cinta che delineava la strada principale del mio quartiere.
costeggiavamo questo muro pian pianino per poter sbucare
sulla strada, in un punto nel quale colui che doveva
“tanarci” non potesse vederci. Lui era davanti a me e
procedeva a piccoli passi silenziosi con me che lo seguivo
dietro. Ad un tratto una sera si bloccò forse alla vista
dell’uomo della conta che girava sulla strada e mi fece
cenno con la mano di bloccarmi. Infatti camminavo di
paripasso dietro di lui. Nel farmi cenno con la mano
inavvertitamente mi inserì un dito nell’ombelico. Lui non se
ne accorse nemmeno, ma a me quel gesto mi eccitò
tantissimo e non riuscivo più a togliermelo dalla testa. Poi
capii che volevo di nuovo essere toccato nell’ombelico da
lui ed in quel modo, ma rimase un desiderio inappagato che
consumavo da solo, chiudendomi in camera di notte,
quando tornavo dalle serate di giochi».
QUINDI NON HAI MAI CONFESSATO AL TUO AMICO
QUESTO TUO DESIDERIO
«Lui sa che io sono omosessuale, ma l’ha saputo a distanza
di anni da me, ma non gli ho mai parlato di questo episodio
in particolare, quindi non sa di essere stato lui causa della
mia deviazione sessuale (scoppia in una fragorosa risata
SEI MAI STATO CON DONNE?
«Sì, ho avuto i miei primi rapporti sessuali con le donne,
proprio perché non accettavo l’idea di provare piacere
nell’essere toccato da un uomo. Mi circondavo di amicizie
femminili fin da bambino, ma proprio perché provavo
un’attrazione incomprensibile per gli uomini. Comunque i
rapporti con le donne, a livello sessuale sono stati una
tragedia. Le uniche volte che sono riuscito ad avere un
mezzo rapporto è stato quando mi concentravo a pensare
ad un maschio».
LA TUA PRIMA VOLTA CON UN UOMO?
«Avevo 23 anni, con un ragazzo più grande di me, un
fotomodello tedesco, bello come il sole. E’ morto qualche
anno fa purtroppo di AIDS».
ECCO, SEI ARRIVATO AD UN PUNTO CARDINE DI
QUESTA INTERVISTA. HAI RAPPORTI PROTETTI O
LIBERI?
«All’inizio ero molto incosciente. Quando ero più ragazzo
spesso ho avuto rapporti occasionali non protetti. Poi il mio
lavoro e la mia maturità mi hanno portato a nutrire più
attenzione al problema delle malattie veneree. Diciamo che
sono stato un miracolato, perché ho veramente rischiato in
brutto in certe occasioni. Ho avuto da ragazzo incontri al
buio con perfetti sconosciuti, visti una sera e mai più
incontrati in vita mia. Poi quando ho preso coscienza di
quello che stavo facendo, volevo capire se stavo bene, ma
ho avuto molto timore nel sottopormi alle analisi per paura
di trovare qualcosa che non andava. Ma alla fine il buon
senso ha vinto. E il fatto di essere sano mi ha portato
anche ad assumermi una responsabilità maggiore sia con
me stesso che con gli altri. E’ una prerogativa mia di
quando incontro qualcuno».
SPIEGANDOTI MEGLIO?
«Spiegandomi meglio, nei periodi che io ho rapporti
occasionali con altri uomini, prima di incontrarli metto in
chiaro la questione del rapporto protetto. Io uso protezione
ed esigo lo stesso dagli altri, perché purtroppo l’ignoranza
ed anche la superbia porta sempre a pensare che le
malattie siano un problema degli altri, ma non è così. E’ un
problema di tutti noi e tutti noi dobbiamo essere attenti e
responsabili verso il prossimo».
ATTUALMENTE IN CHE FASE SEI?
«Ho chiuso una storia importante, durata sei anni, da qualche
mese purtroppo. E’ stato lui a lasciarmi ed io ho tentato
anche il suicidio. Ho passato un periodo di depressione
fortissima perché ero follemente innamorato. Lui a suo
tempo lasciò moglie e due figli per me. Ora sta con un’altra
donna e mi ha lasciato in un batter d’occhio, quindi sono
nella fase degli incontri più o meno al buio».
UNA DOMANDA CHE E’ PIU’ UNA MIA CURIOSITA’.
COME FAI AD ORGANIZZARE UN INCONTRO CON UN
UOMO? CIOE’ CHE MEZZI USI?
«Guarda il più semplice ed immediato è internet. Ci sono dei
siti, tra cui uno molto conosciuto tra i ragazzi soprattutto
(che non è facebook), utilizzato moltissimo dalla massa per
questo tipo di incontri. Io ultimamente su questo sito
internet ho conosciuto un ragazzo di Bari, fidanzato
ufficialmente con una ragazza, segretamente bisessuale. Ci
vediamo in un albergo della sua città a cadenza mensile,
ma ha parlato chiaro con me. La sua ragazza è la sua vita,
io sono un’altra cosa. Insomma Gianlù è come dire “lei è il
mio amore, tu sei il mio oggetto sessuale”. E la cosa alla
fine mi piace pure, ma non mi aggrada (un’altra risata
fragorosa).
Però, come ti dicevo all’inizio, io vado spessissimo anche in
bici sulla strada parco. Perché tu forse non sai che molte
delle persone con cui mi vedo sono i padri che portano i
loro figli in bici alla strada parco ad esempio. Non c’è da
meravigliarsi. L’omosessualità è un fatto di gusto e non di
morale. Ma la moralità purtroppo scavalca ogni tipo di
sentimento o di gusto personale e così noi omosessuali
spesso ci ritroviamo ad incontrare uomini in giro per la città
e dover fare finta di non conoscerli. Dall’altra parte però ci
sono situazioni nelle quali noi gay siamo amici di famiglia di
una coppia felicemente sposata, con lei ignara del fatto che
abbiamo una storia sessuale con il marito».
MA PROVA A METTERTI NEI PANNI DELLA RAGAZZA DI
QUELLO DI BARI AD ESEMPIO. SECONDO TE SE
SAPESSE UNA COSA DEL GENERE, COME LA
PRENDEREBBE?
«Eh non proprio bene penso».
CREDI IN DIO?
«Credo fermamente in Dio, non credo nella Chiesa e penso
che quest’ultima dovrebbe discriminare un pò meno
l’omosessualità. Io sono assolutamente contrario all’unione
matrimoniale cristiana tra gay, ma sono del parere che la
Chiesa dovrebbe accettare i gay come figli di Dio. E non di
un Dio minore, ma il Dio che ha creato tutti noi. Maschi e
Femmine. Omosessuali si nasce, non è colpa di nessuno, è
solo una fatalità che colpisce a caso o l’uno o l’altro.
Vedi quello che è successo ultimamente nell’ambiente
ecclesiastico? Tutta quella storia dei preti pedofili… Io
penso che la pedofilia sia una malattia derivante da una
repressione sessuale mai risolta. Ed ecco che quindi i preti,
non tutti, ma quelli probabilmente omosessuali all’origine,
diventano pedofili, diventando a loro volta vittime di una
religione che li vuole verigini e casti. Per quanto concerne i
preti etero, invece, sono sicuro che in segreto hanno
rapporti con l’altro sesso. Con questo non voglio dire che
non esistono i Preti che rispettano la cultura del
Cristianesimo e della Chiesa, basata sulla castità, ma
penso che alla base di questa politica di annidano tutti i
problemi che la Chiesa sta avendo in questo periodo con gli
scandali; e non solo: Penso che questo tipo di repressione
danneggi anche l’Umanità, rendendola violenta ed incline a
sottomettere la donna spesso discriminata (a parte la
Madonna) dalla stessa Chiesa Cattolica».
IL RAPPORTO CON I TUOI GENITORI?
«Mio padre non mi ha parlato per anni. Pensa che per
finanziarmi gli studi in medicina fui aiutato da un vicino di
casa, amico di famiglia che mi diede una mano perché era
dispiaciuto per me, una persona galante e molto ma molto
sensibile. Mio padre mi cacciò di casa. Si vergognava. Poi
a distanza di anni ci siamo riappacificati, ma non credo che
ciò sia dipeso dal fatto che lui ha capito, ma semplicemente
dal fatto che forse si è rassegnato. Mia madre è stata
invece la mia protettrice e lo è tutt’ora. E’ l’unica persona
che veramente non mi ha mai fatto sentire diverso dagli
altri. L’unica; ed è l’amore della mia vita, la persona che più
amo e che mai dimenticherò, anche quando non ci sarà
più. Il mio Angelo Custode».
TI E’ MAI VENUTO IN MENTE DI METTERE AL MONDO
UN FIGLIO?
«Certo, ma la mia condizione non me lo permette. Come ti
ho detto prima, forse sono un omosessuale un pò anomalo,
perché non credo sia giusta l’unione matrimoniale tra gay
(unione Cristiana per intenderci) e per lo stesso motivo,
ritengo sbagliato che un bimbo possa crescere con due
padri. La figura materna non è affatto sostituibile. E quindi,
da omosessuale quale sono, non potrei mai pensare di
crescere un figlio con un mio compagno».

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