TRA I MIRTILLI E LE PAROLE:PATRIZIO MARIA, CANTAUTORE COLORATO

Da il 9 maggio, 2013

Quando parlo di questo ragazzo, conosciuto nell’ambiente musicale
underground di Roma, mi viene da pensare alle caramelle, ai colori
sgargianti e ai suoni cattivi e puliti di chitarra. A tratti sembra un manga
giapponese musico.
In verità Patrizio Maria è un chitarrista155852_10200264899174988_1847316178_n talentuoso e un cantautore
originale. Spesso antipatico per vocazione (ma divertente e ironico per
chi lo conosce a fondo), è un ragazzo dal cuore buono e dalla
sensibilità innata. Treccioline colorate in testa, appassionato di Converse
(dai lacci variopinti), indossa monkee genes, i jeans ecologici inglesi.
Le sue canzoni sono coraggiose, sia negli arrangiamenti che nei testi,
non ha limiti nel raccontare se stesso e gli altri e ha la capacità (come
pochi) si trattare qualsiasi tipo di argomento. Ma qualsiasi agormento
venga trattato, nelle sue songs l’amore è sempre presente.
Quando nasce la tua passione per la musica?
«Sono nato il 22 novembre giorno di Santa Cecilia protettrice dei
musicisti! Comunque pare che dopo poche settimane io sia caduto sopra una
chitarra con le corde di nylon, aprendola letteralmente in due. Forse da lì
mia madre ha avuto il sospetto che avrei avuto a che fare con la
musica,insomma erano gli anni del punk e gli anni di una ricerca
alternativa alla musica “standard”io che spaccavo già strumenti quindi
penso li. A cinque anni studiavo violino e pochi anni dopo sono entrato
in conservatorio. Non ho mai terminato gli studi per pochissimi mesi
perchè sono stato sempre un ribelle e siccome già scrivevo i miei primi raccontini e cantavo volevo e avevo esigenza di essere un
cantautore.Volevo cantare e suonare i miei pensieri e le mie parole».

Le tue canzoni sono caratterizzate da una vena ironica molto spesso. Quanto c’è di Patrizio Maria uomo nelle tue canzoni?
«Credo di essere molto ironico e divertente come persona, ma dipende dai gusti. Cerco sempre di arredare il mio cervello al meglio e di usare vestiti particolari per le mie storie. Chi dice che io sembri un
fumetto, chi un cartoon’s, però nelle canzoni che scrivo parlo della mia
vita e di quello che mi succede intorno, delle storie che conosco e che
respiro, non mi sono mai interessato o avventurato in cose che
comprendo poco e che non mi appartengono. Parlo della mia
strada, delle mie manie,delle stranezze e dei problemi che posso avere
io oppure amici e conoscenti. Mi piace il sociale ma un sociale che
tocca la provincia e che non si perde con il rumore cittadino ed il
caos. Si può essere internazionali anche se vivi in provincia. Io vivo
nella provincia romana che mi dà respiro ed è a pochi metri dalla
confusione, quindi un giusto equilibrio tra pensieri e lamette. Parlare dei
miei drammi, confessarmi e liberarmi è anche molto terapeutico.Vado
in continua analisi con il mio pubblico e se faccio il bravo mi mangio
un muffin al mirtillo»
Patrizio Maria ed i Colori. Parlami delle similitudini fra di voi.
«Forse ho avuto la fortuna di vivere e respirare i colori da piccolo. Mia
madre è una pittrice, un ‘artista underground di fama
internazionale, Gabi Minedi, sono cresciuto quindi tra discorsi classici e
pittoreschi, tra galleristi e tavolozze. Mi ha sempre affascinato il colore
come dono filosofico e anche numericamente psicologico. Il colore
è uno stato d’animo. E’ difficile amarne uno solo. Io preferisco di solito
il blu ed il rosso sempre legato ad una sorta di dualismo letterario che
si collega perfettamente con una scrittura cinematografica, quei tempi
che trattano la diversità, l’ambiguità e la continua lotta tra essere non
essere, vivere apparire,bene male,uomo donna. Insomma in India ogni
anno si festeggiano i colori come dono divino. Molti hanno scritto dei
colori , da Flaiano a Goethe. A modo mio tratto dei colori anche senza
nominarli, appunto, i colori sono uno stato libero e progressivamente
individuale dove ognuno può colorare il proprio pezzo di nuvola o
zucchero filato con gli occhi e con l’ odore che preferisce!».
Oltre ad essere cantautore Rock, sei anche turnista con la tua chitarra
urlante. Qual è l’artista del quale conservi il ricordo migliore e quale la
tua esperienza più stressante (da turnista)?
«Sì, mi alterno volentieri tra cantautore e chitarrista. Be’ sono state tutte
esperienze gratificanti che mi hanno fatto crescere a livello musicale
ed artistico. Ho lavorato con molti personaggi e diciamo che ho avuto
la fortuna di condividere molte cose con grandissimi chitarristi, da Ivan
Graziani, Enrico Ciacci, Alberto Camerini, Goran Kuzminac, Alberto
Radius, Nico Di Palo, insomma sono stato molto molto fortunato. Ho
lavorato con molti cantautori e gruppi cercando sempre di non
spersonalizzare il mio tocco e il mio suono. Sono un discreto
chitarrista rock che ama la ricerca sonora e predilige la creatività alla
tecnica. Amo suoni crudi e puri. Nessuno mi ha stressato, sono più
stressato quando non suono e anche le mie corde ne risentono».
Parliamo dei tuoi progetti futuri. Cosa c’è nel futuro di Patrizio Maria?
«Che gusto ci sarebbe nel saperlo? No no non mi voglio trasformare in
qualcosa che non sono, non ho questa freddezza nel voler sapere a tutti
i costi cosa mi aspetta. Sono domande forse che potrebbero porsi dei
broker, ma non di certo Patrizio. Sono uno che vivere sereno tra le
nuvole e la cioccolata, tra i mirtilli e le sneakers, le chitarre e le parole.
Sto registrando nuove canzoni, ho una trentina di nuove cose che
stiamo valutando, provinando, scartando, cambiando, questo per
fortuna è il mio lavoro. Mi piace non avere certezze e mi piace che
la certezza è quella di non averla! per certo posso dirti che suonerò
molto dal vivo come ormai faccio da tantissimi anni. Molto
probabilmente uscirà un nuovo lavoro, il terzo. Per il resto non lo so.
Mi affascina molto il mondo della pasticceria forse mi aprirò un
laboratorio di caleidoscopi alla crema».
IL 21 Agosto suonerai nella mia città. Un concerto in spiaggia. Altri
appuntamenti importanti del tuo tour 2013?
«Tornare in Abruzzo significa tornare a casa. Forse l’Abruzzo è il mio
colore e profumo preferito. Per fortuna questa estate ci saranno
moltissimi appuntamenti in questa regione che adoro per la letteratura,
per la musica, per la critica e per il cinema, senza tralasciare la
geografia, la natura ed il cibo! Ho una voglia incredibile di Parrozzo e
di Senza Nome ahahahahah. Suonerò con la mia band in giro per
l’Italia. Toccheremo un bel po’ di piazze e spero che ne escano ancora
perchè per me suonare è molto importante. Adoro il rapporto con il
pubblico. Presto spero di aggiungere il numero 32 ai tre mesi estivi!».

About Gianluca Di Febo

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