SERGIO LEONE IN JAZZ

Da il 19 luglio, 2016

1420290586086_il_regista_e_attore_Clint_Eastwood_con_il_regista_Sergio_Leone_sul_set_del_film__22Per_qualche_dollaro_in_pi_Terza sera di Cinema in Jazz: domani, mercoledì 20 luglio, nell’arena del porto turistico (ore 21, ingresso 5 euro).

Rispetto agli omaggi a Chaplin e Kubrick, quello in arrivo è una prima assoluta dedicata all’opera cinematografica di SERGIO LEONE. 

Riconducibile in qualche modo all’elemento del fuoco, il concerto si tingerà di sfumature decisamente rock. Sul palco: Mauro Manzoni, sassofoni, flauti, live electronics, Mauro Campobasso, chitarra, live electronics, Stefano Dallaporta, contrabbasso, basso elettrico, Walter Paoli, batteria, live electronics. Previste anche le voci di Giuliana Schiavone e Federica Orlandini. (video Concept di Manzoni & Campobasso in collaborazione con Pino Bruni).

“Dal 2005 – ha dichiarato Mauro Campobasso – abbiamo iniziato ad unire il cinema al jazz, sempre nel tentativo di non diventare didascalici, né irrispettosi verso le immagini. Si tratta di un vero e proprio lavoro cinematografico-musicale che ci ha portato anche a coinvolgere altri colleghi”.

Di formazione jazz, Campobasso e Manzoni, hanno scelto una strada multimediale per i loro progetti cinematografici. Nell’omaggio a Sergio Leone in particolare, i due hanno tracciato una sorta di linea di unione tra la musica afroamericana e l’epopea del west. Il mondo dei gangster verrà così restituito al pubblico attraverso un montaggio di sequenze e immagini delle opere cardine del noto cineasta italiano, musicate dal vivo. Non mancherà una diretta connessione con le musiche di Morricone. Lo scopo è raccontare il lirismo del western di frontiera e al tempo stesso la poesia e la violenza della New York dei ruggenti anni venti.

In alcuni momenti dello spettacolo verrà lasciata la banda sonora originale (dialoghi e musica) e sullo schermo compariranno testi scritti, contrappuntati da suggestivi fermo immagine.

Mauro Campobasso (Taranto, 16 Gennaio 1967), si è laureato in Musicologia al DAMS di Bologna con una tesi sulla musica nel cinema di Stanley Kubrick. Approda allo strumento intorno ai 17 anni come autodidatta e apprende successivamente le prime nozioni di tecnica e di chitarra jazz dal M° Carmelo Zumbo con cui studierà dal 1986 al 1988. Oltre a svolgere attività concertistica e didattica, cura progetti di composizione e produzione di musiche per documentari, teatro e danza. Nel 2006 Radio Tre Suite trasmette la versione integrale del concerto di un suo concerto tenutosi per il Clusone Jazz Fest. Per l’etichetta dell’Auditorium Parco della Musica Records ha pubblicato un doppio album dal titolo Ears Wide Shut (da un’idea del musicologo Stefano Zenni). Chiaro omaggio, appunto, a Stanley Kubrick.

Mauro Manzoni (Bologna, classe 1962) , inizia a suonare come autodidatta nel 1980. Nei primi anni della sua attività suona con il gruppo fusion Esosfera e partecipa ai seminari di Siena Jazz sotto la guida del sassofonista Claudio Fasoli. Nel 1989 fonda Inno, gruppo musicale che coniuga l’ispirazione jazzistica alle molteplici influenze etniche e con il quale incide “Insonnie”. Dopo pochi anni il gruppo prende parte al festival “Note d’oriente’ a Ravenna e al festival jazz di Jesolo esibendosi in una serata a fianco dell’orchestra di Philip Glass e al gruppo americano Steps Ahead. Nel 2007 esce per la Dodicilune Records il nuovo cd “Transitions” realizzato questa volta in quintetto. Presente anche lui nella più recente registrazione di Ears Wide Shut, lanciato dalla Parco della Musica Records di Roma.

 

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