AMSTERDAM REPORT 2

Da il 1 febbraio, 2012

Un nuovo reportage del nostro Claudio Orrù, un ragazzo pescarese che ha scelto di vivere lontano dall’Italia. In Olanda.

Criticare l’Italia dall’estero ha un gusto più buono.

Puoi osservare con occhi distaccati e allo stesso tempo appassionati l’impasto mediatico che logora le nostrane reti televisive, il sudore freddo che cola sulle fronti grasse e unte dei nostri politici e le dita puntate su futili motivi degli arbitri in tonaca violacea. Da questa posizione osservare è più facile, tutto diventa più chiaro e entrare nei panni di un cecchino che dalla sua torretta osserva e prende la mira, è improvvisamente naturale. “La religione italiana” ad esempio è una catena pesante che ci lega a fondamenta di valori etici (e ovviamente teologici) passati di moda da tanti anni.

Se penso a quante diversità culturali o meno contraddistinguono l’Olanda dall’Italia, finirei di scrivere questo articolo tra un anno, ma la diversità di culto tra le due nazioni ha innescato un cambiamento profondo, degno di un racconto di Poe.

Conoscete tutti il discendente “pastore tedesco” dell’apostolo Pietro, il quale attualmente ha difficoltà a pagare l’Ici, quindi sul cattolicesimo e sugli effetti economici da esso derivati soprassederò.

Vorrei solo spostare la vostra attenzione sulla dipendenza o non dipendenza dal proprio credo religioso.

Ecco, in Italia siamo dipendenti.

Sapete perché?

Perché storicamente non abbiamo sentito neanche lontanamente gli effetti della riforma di Lutero o delle pesanti critiche rivolte alla Chiesa Cattolica da parte di Erasmo da Rotterdam, per gli amici Cattolici “il folle. Siamo rimasti inchiodati a stereotipi di purezza e castità che, nel 2012, probabilmente non ci appartengono più. Tantomeno appartengono ai sacerdoti, senza ovviamente generalizzare, già bersagliati da troppi scandali.

In Olanda, al contrario, il culto religioso è totalmente indipendente, cioè slegato da qualsiasi filone politico e socio-culturale.

L’Olanda vive una moltitudine di religioni o movimenti religiosi davvero impressionante. Pensate che solo il 45% degli olandesi è legato (o lo è stato in passato) a una religione, e questa percentuale piuttosto che salire, scende a vista d’occhio. E il restante 55%? Ateismo puro, o menefreghismo, o semplicemente libertà di pensiero. Ecco perché in Olanda la prostituzione è un mestiere (che paga regolarmente le tasse), l’uso di droghe leggere (all’interno di alcuni limiti) è consentito ed ecco perché nessuno in Olanda si sognerebbe di scendere dalla macchina con una spranga quando qualcuno (seppur accada raramente) ti suona il clacson a un incrocio.

Quello che è percepibile è una apertura del pensiero collettivo e come nell'”Elogio alla Follia” del caro Erasmo, pongo delle piccole domande, ma forse le risposte sono sotto i nostri occhi.

 

Heldhaftig, Vastberaden, Barmhartig (valorosa, decisa, misericordiosa)

 

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