A PROPOSITO DEL FLAIANO FILM FESTIVAL CHE SE NE VA

Da il 2 maggio, 2013
1339492216_300x225_spettacolo-abruzzo_premi-flaiano-i-3-finalisti-per-la-narrativaCome da noi anticipato, il Flaiano Film Festival abbandona il cinema Massimo di Pescara per trasferirsi al multiplex Arca di Spoltore. L’esodo avverrà a fine giugno. Il Festival “internazionale” dopo decenni migra così dal capoluogo adriatico (anche se sarebbe meglio dire, ormai, la rassegna di bei film in seconda visione dell’ultima stagione cinematografica, più qualche ripescaggio concettualizzato dal passato).
Sull’argomento ci giunge la lettera aperta, che non dispiacerà al patron Tiboni, di Paola Marchegiani, consigliere comunale Pd, ex assessore alla cultura del Comune di Pescara.
«Esistono eventi, storicamente presenti in una città come il Festival Internazionale del Cinema dei Premi Flaiano, che contribuiscono a creare una idea di cittadinanza quel senso di appartenenza che solo la cultura può dare. Oggi più che mai la nostra città ha bisogno di pensiero, e l’amore per il pensare si costruisce con la cultura.
Dice Pierluigi Sacco nel suo bel libro “Italia reloaded” che la condizione necessaria perchè una nazione riparta è la creazione di una identità collettiva del futuro che si riconcilia con la propria storia per comprenderla. Ed è ciò che il Premio Flaiano ha fatto in questi quarant’anni di attività, ponendosi sempre in anticipo nel panorama culturale nazionale e internazionale e, al contempo, rappresentando la storia culturale della nostra città. Pescara è nelle brume e nella nebbia, ha perso il suo splendore per l’impotenza e l’inadeguatezza dell’amministrazione Mascia e la perdita della rassegna cinematografica dei Premi Flaiano è imperdonabile. L’amministrazione comunale sperpera soldi pubblici per manifestazioni inutili, per incarichi inutili e rimane incapace di fronte alla notizia che i Premi Flaiano migrano in altri lidi. In tempo di crisi è necessario imporsi delle scelte di priorità e il Festival Internazionale del Cinema è una priorità culturale.
Il risparmio nel settore culturale non può essere gestito in maniera lineare, non si possono fare tagli in eguale misura, perchè esistono manifestazioni valide e meno valide, idea di amministrazione che l’attuale assessora alla cultura del Comune, sembra ignorare. Il Flaiano è un’ eccellenza e qui si innesca ancora con valenza rilevante l’incapacità del sindaco a pensare e a realizzare cose. Se oggi avessimo avuto agibile il teatro Michetti nel cui interno sono custodite (perchè acquistate al tempo del mio assessorato) tutte le apparecchiature cinematografiche regolarmente funzionanti, forse avremmo potuto evitare alla nostra Pescara, questa ulteriore umiliazione».

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