E PESCARA DIVENTA MAESTRA DI SEDUZIONE

Da il 13 febbraio, 2012

Pescara è la città di D’Annunzio, e anche di Flaiano. È il capoluogo commerciale abruzzese, e il polmone incatramato d’Abruzzo, e anche il suo cuore mondano. È la città del famigerato Ponte sul mare,  di Umberto Palazzo e delle multe.

Ma nel 2012 diventa importante anche nel business nazionale della lingerie: ad appena un anno dalla sua apertura, Mon amour lingerie, in Via conte di Ruvo, è stato infatti selezionato tra i migliori retails su base nazionale, in occasione della  14esima edizione del concorso Le Stelle dell’Intimo:  “Dal 1999 l’evento più esclusivo del settore: il concorso che premia i migliori negozi italiani di moda intima, mare, calze e trasversali al prét-à-porter[cit.] Ideato da Pisani Editore e organizzato in Italia dal magazine di riferimento,  Linea Intima.  I migliori negozi italiani del settore lingerie e beach wear  sono stati premiati  durante il gala del 3 febbraio, al quale sono intervenuti oltre 300 tra top retailer, vip e industriali.

Abbiamo ascoltato Luisa Spinozzi, l’anima di Mon Amour Lingerie. Scoprendo  un’identità alternativa, umana, che non avremmo saputo attribuire, diversamente, ad un punto vendita. Ma Mon Amour Lingerie sembra essere molto di più: il luogo nel quale le donne dismettono i ruoli sociali, divise fredde e indifferenziate, e imparano ad ascoltare il proprio corpo, a prestare attenzione agli stimoli e alle percezioni che pervengono attraverso il canale dei sensi. Riscoprire il gusto “vintage” dell’essere donne, non significa solo, paradossalmente, imparare che si può essere sensuali anche al di fuori delle riviste patinate, tra un workshop di Burlesque o un corso di femminilità, ma anche sapersi concedersi il gusto di due chiacchiere con un’amica. E che si parli di famiglia, di lavoro, o  ci si diletti in una qualche breve dissertazione filosofica … uscendo ci renderemo conto che Mon amour lingerie è un diorama perfettamente ricostruito, del quale la donna è protagonista.

RD: Reference Shop, New Generation Shop, Personal Touch Shop, Concept Store, Grandi Specialisti Abbigliamento e tre Premi Speciali intitolati all’imprenditoria, alla comunicazione e alla carriera. In quali categorie è rientrato Mon Amour Lingerie?

LS: Mon amour lingerie è rientrato tra le dieci finaliste per il Concept store. Dieci finaliste per ogni categoria, 50 in tutto che rappresentano l’eccellenza italiana,  su 24.000 candidati. Inoltre ho ricevuto un premio per la migliore comunicazione, per quanto riguarda le relazioni con i clienti, l’informativa, gli eventi e uno special prize da parte della rivista di settore Linea Intima in categoria Concept store.

 RD: Quella del Concept store è un tipo di comunicazione che fa leve sulle emozioni. attraverso i canali della percezione sensoriale. So che hai organizzato degli eventi, in negozio, ispirati al tema della sensorialità, di cosa si è trattato?

LS: Si trattava di corsi sensoriali, appunto:  Degustazioni di cioccolato per stimolare il senso del gusto e recuperare il senso palatale. L’Aromaterapia per stimolare l’olfatto, mostre fotografiche  per sollecitare la percezione visiva. Lo scopo è quello di  invitare a riflettere sui propri sensi, in una civiltà talmente tanto accelerata da distoglierci dalla pienezza del nostro essere. Darsi del tempo per recuperarsi nelle proprie identità, incentrarsi su se stesse lasciando fuori gli schemi in cui ci si identifica..  quelli di moglie, madre, amante, professionista. Sono solo i filtri attraverso cui gli altri ci vedono e spesso le donne non riescono più a vedersi con i propri occhi. Dimenticano se stesse, la propria femminilità e incorrono in vere e proprie crisi. I miei eventi devono incoraggiare una riflessione, e se anche solo un pensiero relativo ad essi dovesse essere ripreso a casa dalle partecipanti, allora sentirei di aver avuto successo.

RD: In un’intervista con un Art Director, si è parlato proprio del passaggio che si è effettuato nel marketing da una big idea ad un big ideal a sostegno del prodotto che promuove. Questo a vantaggio di una fascia specifica di pubblico, consumatori prima del messaggio di cui è portatore e poi del prodotto in sé. Il messaggio di cui Monamour lingerie è portatore, dunque, è la promozione di una donna cosciente del sé al di fuori delle etichette sociali?

LS: Si, sarebbe meraviglioso. Attribuire valore alla persona a prescindere dallo schema di riferimento.

Gli eventi che organizzo qui, sono un’occasione di socializzazione e confronto, perché fuori dal proprio ambiente, ognuno tende ad aprirsi.. è come sul treno.. sei te stesso certo di non rincontrare più chi hai avanti.

RD: Pensi che le tue clienti respirino questo tuo proposito? Che tipo di clientela hai?

LS: La clientela ha un’età media dai 35 anni in su..  il target è trasversale nel senso che ci sono più tipologie di donna anche se appartengono ad una fascia media-alta. Molte donne, non clienti, si fermano solo per parlare e riflettere di sé,  non è detto che chi entri compri, ma credo che comunque porti a casa qualcosa di me. E chi partecipa agli eventi non è detto che torni come cliente,  ma l’importante per me è riscuotere “rumors” positivi.

RD: quindi il tuo non è solo un negozio, ma un crocevia relazionale… un “salotto”

LS: si potrebbe dire di si.. ma totalmente al femminile.

RD: L’offerta complessiva di Mon Amour lingerie sembra votata al retrò. Ha aperto i battenti nell’anno del suo pieno rilancio, una moda che va avanti da almeno due anni, che ha avuto richiami sia nel fashion in senso stretto, che nel design e soprattutto negli eventi. Anche i media hanno attinto da  questo mondo rinnovato, con Lady Burlesque su Sky, due film al cinema sempre ambientati tra piume e  corsetti “Burlesque” e “Tournée”. Vecchi film riproposti,  mostre fotografiche sulle dive di quegli anni: Audrey Aepburn e Marilyn Monroe per esempio… hai scelto di cavalcare l’onda della  moda o il retrò è una vocazione fondamentale e irrinunciabile per la tua attività?

LS:  Il retrò è una moda.. la femminilità ed il suo recupero sono un’esigenza. Sicuramente alcuni capi occhieggiano il vintage, ma sono stati selezionati al solo scopo di recuperare una tradizione che si è persa nel caos della nostra vita. E a questo punto credo che lo stile sia diventato un valore irrinunciabile del negozio.

RD: Tornando ai premi, cosa significa per te, per un’attività così giovane, e per Pescara un riconoscimento simile?

LS: Ricevere un riconoscimento di questo genere significa veder premiata la mia idea non solo commerciale ma di vita. È  una grande soddisfazione.

Non dimentichiamo che anche Hanna lingerie è risultata tra le finaliste per la categoria di Personal touch shop, e per Pescara è una conferma di eccellenze territoriali:  troppe volte la nostra attenzione si focalizza su altri nodi commerciali,  svilendo la ricchezza dell’offerta territoriale locale. Nel mio caso, la premiazione di un’idea non convenzionale, come non convenzionale sono anche io. L’unico “schema” sociale nel quale mi lascio imbrigliare è la famiglia. Ed è a mio marito che devo la realizzazione di questo mio desiderio.

RD: E adesso, cosa intendi fare per confermare la tua vocazione alla comunicazione?

LS: Organizzerò letture, mi metterò a disposizione per eventi in negozio (compleanni, addii al nubilato, party tra amiche … ) anche tematici: burlesque, bolliwood, etc… Degustazioni di vario genere, corsi di seduzione e fascinazione. Mi piacerebbe inoltre,  organizzare qualcosa sull’amore, qualcosa sull’educazione al’amore … ma è ancora tutto da definire.

About Roberta D'Intinosante

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