RITMO E SPIRITUALITÀ: I MONACI TIBETANI A PESCARA

Da il 27 marzo, 2013

OLYMPUS DIGITAL CAMERAI Monaci Tibetani portano il loro spettacolo di musica, danze e colori a Etnomusic 2013. Stasera dalle 21 all’ Auditorium Flaiano di Pescara. Un’occasione affascinante e suggestiva per scoprire una cultura lontana nella sua dimensione spirituale e vivere insieme ai monaci il valore autentico, il mistero, la simpatia e l’energia di una tradizione millenaria. Il prezzo del biglietto di ingresso è di 15 euro.

Un gruppo di monaci tibetani provenienti dal Monastero di Sera Je, in India, porta in tournée in Europa uno spettacolo che rilegge le storie e le leggende della tradizione buddhista tibetana. La tournée ha anche lo scopo di raccogliere fondi per aiutare e migliorare le condizioni di vita dei monaci nel Monastero di Sera Je in India. L’eredità del Tibet appartiene al mondo – “L’arte delle danze nella spiritualità buddhista” – questo il titolo completo dello spettacolo – è un colorato mosaico. Adorni di vivaci e sontuosi costumi, maschere e cappelli, i monaci propongono un suggestivo spaccato della cultura e delle tradizioni tibetane. Con l’accompagnamento dal vivo di tamburi, campane, cembali, chitarre e trombe telescopiche, alternano canti e danze le cui origini affondano in un passato lontanissimo e che sono da sempre soprattutto un mezzo prezioso per trasmettere l’insegnamento del Buddha. Modulando la voce, trovano profondità gutturali uniche, e recitano i “mantra” rituali che parlano di pace, amore, felicità. Le coreografie narrano antiche leggende ed eventi storici, oppure raccontano la vita di animali reali e mitologici. La gestualità è semplice e ieratica al tempo stesso: dietro ad ogni movimento, anche il più semplice, si intuisce un significato simbolico. I canti tantrici, che favoriscono la calma mentale, riducendo le inquietudini interiori, si alternano alle preghiere rivolte ai protettori del Dharma affinché allontanino le negatività. I canti per la consacrazione delle offerte sono seguiti da liturgie diverse che, per il profondo contenuto dei loro testi, serenamente inducono al rispetto per tutti gli esseri. Le danze, come quelle del cervo, del leone delle nevi o dello yak, rappresentano momenti di vita comune dei tibetani e stimolano nello spettatore la fede. Infine, non mancano le coinvolgenti canzoni popolari della immensa regione tibetana del Kham. Quando spettacolo e spiritualità si mescolano senza soluzione di continuità.

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