GIORDANO BRUNO (GUERRI) FOR GOVERNATOR

Da il 5 febbraio, 2014

DDD Al povero Giordano Bruno Guerri non è stato rinnovato l’oneroso contratto di consulenza per la “cura dell’immagine della città di Pescara”. Pescara è da oggi una città de-giordanobrunoguerrizzata, e quindi de-immaginizzata?

Ma chissà che Attilio Di Mattia, il primo cittadino della sempre più bella e adiacente Montesilvano, città de-razzistizzata, ma anche de-un po’ tutto, dopo l’ottima e astuta iniziativa della tassa di soggiorno per i turisti, che consacrerà sempre più Montesilvano come meta di viaggio internazionale ideale, anche e soprattutto per il cosiddetto “turismo culturale”, non voglia adesso, d’inverso, giordanobrunoguerrizzarsi, assicurandosi le virili e insondabili prestazioni intellettuali dell’illustre storico dannunziano, da retribuire magari, vista l’ineluttabile spending review comunale, con gettoni del Pin Palace, metri quadri di case sfitte, abbonamento a vita al 38 e al 2 barrato, funerali gratis di Comune quando sarà il momento in una delle cento imprese funebri sulla bella via Vestina, “opere d’arte” di Pep Marchegiani, buoni Bingo-paninerie ambulanti-arrosticini-belle di notte?

Fortemente voluto da uno che di arte ne capisce, il sindaco Mascia, Giordano Bruno Guerri, che sta al Vate come Sallusti sta alla Santanché,  era e resta un supereroe di altri mondi venuto a liberarci dai nostri pantani sottoculturali. Per nemmeno centomila euro l’anno, più o meno il Pil dell’intera classe intellettuale  pescarese, ha glorificato l’immagine di Pescara nel mondo, e nel Circuito dei Centri di Beneficenza Temporanea del Rotary: merito sopratutto dei suoi discorsi alla nazione in collegamento da Telenove, poco prima di un bel brodetto marinettiano per pranzo. E chissà quanta eco mediatica susciterebbe da Montesilvano, in diretta differita con Paolo Minnucci per qualche gran gala gastromico-musicale-di bellezza di beneficenza, dal “teatro del mare”, durante la Sagra delle cozze  del Saline, con karaoke e tribute-band dei Modà a volontà?

Tre erano e restano i cardini della Rivoluzione Giordanobrunoguerresca: 1) Un patto di ferro con le migliori forze giovani del territorio, da Edoardo Tiboni a Gabriele D’Annunzio, passando per “Raf Vallone” e “Alida Valli”, degenti a Villa Serena e rilanciati con tutti gli onori del caso;  2) Un patto di ferro, fosforo, vitamina D e omega 3 con la marineria di Pescara: quintali di pesce fresco in cambio della realizzazione di un musical su Galeazzo Ciano ambientato tra il Museo ittico e l’ex Mercato Ortofrutticolo; 3) Un patto di ferro e fuoco con l’esercito, da insediare nella vita di provincia di tutti i giorni, sempre in un’ottica di forte promozione della nostra immagine nel mondo: infiltrare di black bloc, travestiti da promoter di una cantina sociale, i botellòn, in cambio di biglietti gratis per spettacolini burlesque nel teatro Pomponi, di cenette osé tricolori sui trabocchi con Daniela Musini e Letizia Marinelli e dei nuovissimi dvd collezionanti le più vibranti conferenze stampa della fondazione Edoardo Tiboni.

No. Non toglieteci pure Giordano Bruno Guerri.  Anzi. Vogliamo Giordano Bruno for governator!

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