È L’ANNO BISESTILE, FIGARO QUA, FIGARO LÀ

Da il 29 febbraio, 2012

 

 

 

 

 

 

Come ogni mattina aprite google, e sicuramente l’occhio vi si posa come al solito,  più del solito, sul cosiddetto doodle, quell’immagine o quadretto grafico, quel logo quotidiano col quale la leggendaria azienda californiana ama salutare il nuovo giorno, a colpi di ricorrenze di nascite o di temi più ecumenici e astratti.

E fate caso al doodle di oggi. C’è un palcoscenico, dove sembra venga rappresentato un melodramma, un’opera classica, a giudicare dalla disposizione degli attori, dalla loro aria estatica ma compunta, dallo sfarfallio di cuoricini, dal soprano padrone della scena. Solo che gli attori non sono mica umani, ma rane. Che Google voglia omaggiare qualche guru minore della psichedelia, today?

Sveliamo l’arcano. Il doodle odierno è dedicato a uno dei più grandi compositori di tutti i tempi, Gioacchino Rossini, di cui ricorre oggi il 220° anniversario dalla nascita. Ma quelle rane che invadono la cornice? È che incombe anche l‘anno bisestile, e bisogna pur celebrarlo, e Google sceglie di farlo ricorrendo alle rane, visto che in inglese l’anno bisestile si chiama “leap-year” e il verbo leap significa saltare, quindi, adesso tutto torna, o quasi.

Il protagonista centrale resta però lui: Gioachino Rossini, nato a Pesaro il 29 febbraio 1792.

Il barbiere di Siviglia” fu una delle sue opere più celebri: ma la prima, il 20 febbraio 1816 a Roma, venne accolta da fischi e polemiche. Le repliche furono invece dei successi sempre più ampi. Del 1816 è anche l'”Otello“.

Il “Guglielmo Tell” invece risale al 1829, con la prima all‘Opéra di Parigi: l’ouverture resta uno dei momenti più ascoltati e osannati della storia teatrale.

Innumerevoli poi le sue opere, da “La Cenerentola” a “Semiramide“, da “La Gazza Ladra” a “Mose in Egitto“: Rossini si affermò come il baricentro assoluto dell’opera buffa. Morì il 13 febbraio 1868.

 

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