HANNO AMMAZZATO MORO, MORO È VIVO

Da il 29 marzo, 2012

Venerdì alle 21, il Teatro Studio di Lanciano ospita lo spettacolo “Aldo Morto“, di e con Daniele Timpano. Una produzione amnesiA vivacE, con il sostegno di Area06. In collaborazione con Cité Internazionale des Arts (Parigi).

Sarà rievocata – cosa che avviene sempre raramente e faticosamente, per non dire psicodrammaticamente nel nostro Belpaese – una delle pagine più controverse, dannate e purulente della nostra storia recente: il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro.
Nato negli anni ’70, Daniele Timpano di quegli anni e di quel ferale episodio non serba nessun ricordo o memoria personale, ma muovendo da quel trauma storico, sceglie di analizzare le ripercussioni che ebbe nell’immaginario collettivo. In scena, insieme al suo corpo e a pochi oggetti, soltanto la volontà di affondare fino al collo in una materia spinosa e delicata senza alcun spurio “tatto”, senza retorica o pietismo.

“Desolato, io non c’ero quando è morto Moro. Aldo è morto senza il mio conforto. Era il 9 maggio 1978. Non avevo ancora quattro anni. Quando Moro è morto, non me ne sono accorto. Ma dov’ero io quel 9 maggio? E cosa facevo? A che pensavo? E soprattutto a voi che ve ne importa? È una cosa importante cosa facevo e che pensavo io a tre anni e mezzo? Aldo è morto, poveraccio. Aldo Moro, lo statista. Che un certo Moro fosse morto l’ho scoperto alla televisione una decina di anni dopo, grazie a un film con Volontè. Un film con Aldo morto. Ci ho messo un po’ a capire fosse tratto da una storia vera. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro? E quando? Perché? E come? Lo hanno trovato nel bagagliaio di Renault 4 rossa, undici colpi sparati a bruciapelo addosso. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro! Brutti bastardi. E vabbè, pazienza. Niente di importante. Cose che capitavano negli anni ’70. Bisognava fare la rivoluzione. Chi? Brigate rosse. Era il 9 maggio del 1978. Non avevo ancora quattro anni. Brigate rosse, sì. Ma rosse in che senso?”.

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