L’ITALIA, UNA FAMIGLIA ALLA(R)GATA

Da il 25 febbraio, 2012

La stagione di prosa del sempre più sia lodato Teatro Immediato, di Pescara (il quartier generale è in via Gobetti), cala un altro pezzo pregiatissimo: stasera all’Auditorium Flaiano, dalle 21, andrà in scena “456″, scritto e diretto da Mattia Torre. Con Carlo De Ruggeri, Massimo De Lorenzo, Cristina PellegrinoFranco Ravera. Biglietti a prezzi contenuti: dai 12 ai 15 euro.

Trattasi di commedia mordace, agrodolce, ricca di spassosa ironia: Mattia Torre è infatti lo sceneggiatore della serie tv di culto Boris.  E avremmo con ciò già detto tanto, se non tutto.

456 nasce dall’idea che l’Italia non sia un paese, ma una convenzione. Che non potendo contare su un’autentica unità culturale, morale, politica, ma al massimo su una commistione, il nostro (Bel)Paese rappresenti oggi una comunità di individui posti semplicemente  gli uni contro gli altri. Riuniti e assemblati in associazioni, albi, categorie professionali, partiti; ma sempre e indicibilmente gli uni contro gli altri. L’un contro l’altro connazionale tacitamente “armato”. Per precarietà, incertezza, diffidenza, paura. Per mancanza di comuni aspirazioni. Per la povertà del panorama delle astrazioni. Siamo soli, siamo in lotta tra di noi.

456. C’è una famiglia in un luogo del sud Italia: isolata e chiusa, vive in mezzo a una valle di 456 ettari oltre ai quali sente l’ignoto. Il capofamiglia, la moglie e il figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Litigano, pregano, si odiano. E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve modificare la rotta già scritta del loro futuro. Tutto è pronto, tutto è perfetto. Tutto è troppo perfetto.

Si ride dall’inizio alla fine di questo spettacolo teatrale, ma a denti stretti.

456 postula la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale, del nostro sempiterno conflitto intestino.

L’Italia, una famiglia alla(r)gata.


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