“CASALINGHITUDINE FILOSOFICA” DOMENICA AL MARRUCINO

Da il 30 gennaio, 2014

S41_Lucia Calamaro_L'origine del mondo II_foto Claire Pasquier-6Domenica 2 febbraio, alle 18, è in scena al Teatro Marrucino di Chieti L’origine del mondo-Ritratto di un interno di Lucia Calamaro, prodotto da 369Gradi e PAV,

primo appuntamento della stagione di teatro contemporaneo curata da Edoardo Oliva,

 direttore artistico di Teatro Immediato.

Primo di quattro spettacoli della stagione “contemporanea”,

L’origine del mondo ha vinto tre premi Ubu (Nuovo testo italiano a Lucia Calamaro, Migliore attrice a Daria Deflorian e Migliore attrice non protagonista a Federica Santoro) e ha catturato l’attenzione di pubblico e critica.

«Lo spettacolo-rivelazione che affascina e trasporta in un mondo fatto di elucubrazioni e quotidiano», narra la storia di una  famiglia che ha l’abitudine di scandagliare il reale mentre mangia, chiacchiera, si veste. Una “casalinghitudine filosofica” che sbatte contro la propria comicità grazie e una lingua teatralissima e avvolgente. L’interno ritratto è la casa, dove vivono una madre e una figlia, dove arrivano altri personaggi della costellazione familiare, dove interviene programmaticamente la figura di una psicanalista, dove gli elettrodomestici sono simili a ingombranti, monumentali divinità. Ma quell’interno è ancora di più un universo interiore umano cosi rovistato, malmesso e storto che riesce di nuovo a essere solo grazie alla reinvenzione di un suo racconto.

“La drammaturgia della Calamaro è una rivelazione, è una commedia all’italiana che studia gli scarti delle parole, i surrogati dell’amore, le noie cui si preferiscono le sofferenze. Un teatro culturalmente e ironicamente popolare.” (Rodolfo Di Giammarco, la Repubblica)

Lucia Calamaro, nasce a Roma, ma cresce a Montevideo, formandosi al teatro a Parigi. Nutre la sua scrittura di esperienza di vita nel mondo. Applauditi dal pubblico e apprezzati dalla critica, i suoi affreschi sottilmente biografici, grandemente universali, sono materia in continua trasformazione nelle mani dell’autrice, che consegna al pubblico un lavoro che non cerca un punto finale, ma continuamente si aggiorna o potrebbe aggiornarsi con nuovi capitoli, così come l’anima umana è materia mobile e inquieta.

 

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