MEDEA, UNA TRAGEDIA D’AMORE E LIBERTÀ

Da il 17 maggio, 2012

Nientemeno che Medea di Euripide, tradotto, diretto e interpretato da Annika Strøhm e Saba Salvemini (con il sostegno dello Spazio Off di Trento e ResExtensa), stasera alle 21 sul palco dello spazio Matta (ex Mattatoio, in via Gran Sasso) di Pescara, per la rassegna organizzata dal Florian.

 Medea. La donna di cuore devota al letto nuziale e alle sue antiche leggi che sposa l’uomo di ragione e azione che appartiene allo Stato ed alla società. La storia della sua rivolta contro un mondo in cui rispetto, fedeltà, fiducia, responsabilità, amore sono scomparsi. Medea compie il sacrificio più alto. La vendetta più atroce. Per pugnalare questo mondo bisogna colpirlo al cuore.

Una storia che, in un mondo di genitori che fanno di tutto per crescere al meglio i figli, si fa tragedia, in nome dell’amore. Una tragedia d’amore e libertà. Una tragedia dove a pagare sono i figli, tutti i figli e in cui tutto è umano… terribilmente umano.

In scena, a rivivere il dramma, due soli attori, come ai tempi dell’antica Grecia. Il personaggio di Medea verrà giocato da Annika Strøhm, mentre Giasone, Creonte, Egeo ed il messaggero verranno giocati da Saba Salvemini.

Messa in scena nuda e semplice, il coro è il pubblico a cui i personaggi si rivolgono. Gli spettatori sono così testimoni e arbitri ultimi delle vicende della casa di Medea e Giasone. “Non ci occupiamo di attualizzare il testo. Facciamo un lavoro sul linguaggio, un linguaggio diretto, vero, al limite del quotidiano, dove anche gli improvvisi inserti del mito possono articolarsi in dialoghi perfettamente credibili. Così che ci sia la possibilità, per lo sguardo attento, di svelare tra le maglie della realtà tutti quei piani – mitici, iniziatici, sociali…- che, da secoli, il testo offre allo spettatore. Personaggi spogliati di qualsiasi riserva mitica e la cui forza, l’epicità insomma, sta nei dubbi e nelle certezze che si mescolano senza che nessuno possa mai stabilire cosa sia bene e cosa sia male”.

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