ATOMO, LUCE ENERGIA: RENZO BERGAMO

Da il 10 dicembre, 2012

Apre al pubblico nelle Sale Panoramiche del Castello Sforzesco di Milano, mercoledì 16 gennaio 2013, la  mostra Atomo Luce Energia, che raccoglie cinquantacinque opere pittoriche di Renzo Bergamo (1934 – 2004) a più di trent’anni dalla sua ultima esposizione nel capoluogo lombardo e prima del suo definitivo abbandono del circuito pubblico. La mostra, promossa dal Comune di Milano – Cultura, Moda, Design, Castello Sforzesco e Palazzo Reale insieme allAssociazione Renzo Bergamo per l’Arte e la Scienza, nella città che ha ospitato l’artista per quarant’anni e che lui considerava sua patria intellettuale, è a cura di Claudio Cerritelli, Giulio Giorello, Simona Morini e rimarrà aperta, con ingresso gratuito, fino al 17 marzo 2013.

All’interno delle Sale Panoramiche del Castello Sforzesco, Atomo Luce Energia esplora lo straordinario eclettismo della prolifica produzione artistica di Renzo Bergamo, attraverso un’accurata selezione di opere, facenti parte di cinque dei sette periodi che scandirono la sua vita. Il segno, l’energia e la forte tensione caratterizzano tutti i suoi lavori, in una sintesi moderna che descrive  una nuova mitologia. Per far entrare il visitatore dentro il pensiero di questo artista, l’allestimento a cura dell’arch. Enrico Pinna, individua nella figura geometrica del cerchio, come allusione alla ricerca matematica e filosofica della sua quadratura, l’elemento portante dell’organizzazione spaziale della mostra: in un gioco di alternanze, alcuni dei quadri dei cinque periodi artistici – Concetti Cosmici, Astrarte, Immagine e Somiglianza, Estetica del Caos, Archeologia Cosmica – sono sistemati sulle pareti a perimetro, mentre altri su grandi pannelli circolari appoggiati a terra, in un equilibrio apparentemente instabile.

Fin dai primi anni ’60 la pittura di Bergamo crea un mondo che anticipa immagini e concetti come le esplosioni cosmiche, gli scontri tra particelle, la genesi delle galassie, la forma delle cellule, secondo una sua personalissima visione del Cosmo che attraversa differenti fasi di ricerca – dal figurale all’astratto e dall’astratto al figurale – mescolando assieme materiali e tecniche – dall’acquarello alla china, dall’acrilico all’olio – accomunate da una fortissima tensione immaginativa. Chi osserva i suoi quadri non può non ricordare “Le Cosmicomiche”, “Le città invisibili”, “Ti con zero” di Italo Calvino, i cui racconti, proprio come le opere di Renzo Bergamo, pongono le basi di un rapporto più intenso tra creatività artistica e metodo scientifico.

Cercare, cercare cercare cercare e poi cercare” scriveva l’artista in uno dei tanti fogli su cui annotava i suoi pensieri, da cui nascevano le forme che faceva letteralmente esplodere nei suoi lavori. Come dice Simona Morini, professore associato di Teoria delle decisioni e dei giochi: “Davanti ai suoi quadri sembra che qualcuno abbia tolto l’audio. Tutti i sensi sono chiamati in causa. Verrebbe perfino voglia di sentire dei sapori. Non ci sono cose, c’è solo luce, energia, materia, numeri, come lo zero e il Pi greco”.

Il percorso espositivo prende l’avvio con le opere del periodo dei Concetti Cosmici, che coincide con il suo arrivo a Milano negli anni ‘60, una fase in cui rafforza la convinzione che per interpretare le aspirazioni del futuro sia necessario un costante dialogo tra Arte e Scienza, caratterizzate da pochi colori e semplicità di forme dedicate alla creazione di un compendio visivo della genesi delle Galassie.

Segue a questo l’imponente studio sull’energia e sulla materia che occuparono l’artista per tutti gli anni ‘70, periodo chiamato Astrarte. Il filosofo della Scienza e Professore Giulio Giorello dice, osservando le opere di quel periodo: “La cosa che mi ha colpito a prima vista è la potenza della rappresentazione, la capacità di rendere una situazione anche complessa con pochi tratti, in una meravigliosa sintesi semplice che è poi il tratto comune tra una rappresentazione artistica di un certo tipo e un modello scientifico”.

Negli anni ‘80 Renzo Bergamo prosegue le sue sperimentazioni, dà sfogo a ricerche di colore, crea una geometria di sogno, in un periodo di transizione poi definito Immagine e somiglianza.

Nel 1985 si trasferisce in Sardegna e inizia una fase fondamentale del suo percorso pittorico, chiamato Estetica del Caos. Un decennio da cui prende forma una serie di opere sulla ciclicità del divenire nel Cosmo, dove la luce si confonde con la materia, la geometria con l’energia, il tempo con lo spazio, il colore con la sua rappresentazione, la matematica con la fi sica: una sorta di danza Cosmica con la quale il fenomeno del Caos crea un Universo sempre in divenire.

L’ultimo capitolo della sua vita vede l’artista iniziare una sperimentazione sul linguaggio primordiale del segno grafico, che lo porta a tracciare una complessa grammatica dell’Universo, creando un alfabeto segnico, frutto delle sue riflessioni su nodi e stringhe cosmiche. Interessatosi al fenomeno della radioattività, inizia una serie di opere più “materiche” che chiama Archeologia Cosmica dove, spiega Claudio Cerritelli, professore di Storia dell’Arte contemporanea “L’artista intensifica il timbro dei colori, i contrasti luminosi e il dinamismo delle forme in gioco; l’uso del bianco crea bagliori incandescenti che emergono da ampi pulviscoli luminosi dominati dalle profondità del blu, dagli ardori del rosso, dagli impulsi luminosi del verde e del giallo”.

La mostra è corredata da diverse testimonianze multimediali come interviste, video e una biografia per immagini, con la possibilità di interagire con scritti e rapporti epistolari di Renzo Bergamo. Sarà mostrata inoltre una serie di recenti fotografie della NASA, che testimoniano quanto le intuizioni di Bergamo, fin dal 1960, abbiano poi trovato, per somiglianza, un riscontro con le nuove scoperte e i nuovi paradigmi della Scienza.

Un programma collaterale di conferenze affiancherà l’esposizione, al fine di approfondire o ampliare con approcci multidisciplinari le tematiche proposte, consultabile sul sito www.mostrarenzobergamo.it.

Atomo Luce Energia è inoltre accompagnata da un catalogo (ed. 24 ORE Cultura), con un intervento di Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano, e testi di Claudio Cerritelli, Giulio Giorello, Simona Morini e Stefano Sandrelli, apparati bibliografici e immagini a colori delle opere dell’artista, oltre a quelle presenti in mostra.

 Renzo Bergamo nasce a Portogruaro nel 1934. Nel corso degli anni ‘50 frequenta intellettuali come Giovanni Comisso, Andrea Zanzotto, Pier Paolo Pasolini, Mario Soldati, Gian Francesco Malipiero e dal 1960, quando si stabilisce a Milano, stringe amicizia con Lucio Fontana, Piero Manzoni, Gianni Dova ed Emilio Scanavino. Nel 1965 si reca a New York per una collettiva patrocinata dal Ministero degli Esteri dedicata all’Avanguardia Italiana. Nei primi anni ’70 partecipa alla formazione di Astrarte, movimento dove si discute sul rapporto tra Arte e Scienza, dal quale si stacca poco dopo, ritirandosi definitivamente dal circuito pubblico. Agli inizi degli anni ‘80 si trasferisce in Sardegna e torna a Milano nei primi anni ’90. Il 10 maggio 2004 muore improvvisamente. Soltanto pochi giorni prima, a una giovane artista che gli chiedeva consiglio sull’Arte di fare Arte, aveva risposto: “Per fare l’artista ci vuole grande amore, grande forza di volontà, grande coraggio e sincerità. L’Arte insegna il coraggio di osare”.

 

 

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