UN DOODLE PER DOISNEAU,FOTOGRAFO DELL’AMOR (DI VIVERE)

Da il 14 aprile, 2012
Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere”.
Incantevole il doodle di oggi. Sulla homepage di Google campeggia un mosaico di immagini dell’immortale fotografo francese Robert Doisneau, a cent’anni esatti dalla sua nascita  (Gentilly, 14 aprile 1912-Montrouge, 1° aprile 1994). Doisneau è l’autore di quella meravigliosa foto che trovate riprodotta su migliaia di stampe, magliette, agende, oggetti di design, se girate per Parigi o per la Francia intera. Di quel capolavoro di romanticismo. Perché Parigi è davvero la città dell’amore, e Doisneau ne fu tra i più tenaci e poetici narratori. Parliamo del “Bacio davanti all’hotel De Ville“, la foto, scattata nel 1950, di una coppia di ragazzi che si baciano lungo le caotiche vie di Parigi. L’identità della coppia fu un mistero fino al 1993 quando tali Denise e Jean-Louis Lavergne si esibirono in un rumoroso outing, denunciando l’artista per averli fotografati senza la loro volontà. Questo portò Doisneau ad ammettere che i due personaggi dell’opera erano invece Françoise Bornet e Jacques Carteaud, due attori e modelli. All’epoca, Françoise venne pagata in parte con una stampa originale, che nell’aprile del 2005 vendette per 155 mila euro.
Dopo aver partecipato alla Resistenza, dal 1945 Robert Doisneau cominciò a lavorare con Pierre Betz, editore del giornale Le Point, e dal 1946 divenne fotografo indipendente per l’agenzia Rapho, con la quale ha lavorato poi vita natural durante, per cinquant’anni. Nel 1947 incontrò Jacques Prévert e Robert Giraud, e, nello stesso anno, vinse il Kodak Prize.

La sua esistenza è trascorsa nella periferia parigina di Montrouge, fotografando strade e volti sempre differenti. Ha immortalato il modo di vivere, tranche de vie inconfondibili di Parigi, contribuendo fortemente (e sinceramente) ad alimentarne il sacrosanto mito.

 

 

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