ANCORA SUI ROM PESCARESI (E SUL FILM LA PALESTRA)

Da il 7 maggio, 2012

In pochi si sono accorti che pochi giorni fa un coraggioso regista pescarese, Francesco Calandra e la sua compagna Mariagrazia Liguori, sono venuti a capo, dopo una gestazione piuttosto lunga, di un progetto video elaborato, un film che nasce per essere un film di finzione sugli zingari di Pescara, ma che poi diventa un film documentario molto personale.

I fatti cittadini degli ultimi giorni, l’omicidio del giovane Ultrà D.R. rende difficile una qualsiasi recensione. Ma andiamo con ordine. Innanzitutto il film: Francesco e Mariagrazia cercano di mettere in piedi delle riprese di fiction con degli attori che si sono fatti avanti attraverso un vero e proprio casting. Appena pochi ciak e ci si rende conto che il film previsto, non potrà mai nascere. Troppe le difficoltà, non si trovano persone disposte a partecipare, né come attori, né come semplici partecipanti. Il mondo Rom non ha nessuna intenzione di interagire con gli autori. Giustamente a quel punto i due registi decidono di cambiare idea e di fare un film  documentario. Un tentativo lodevole e molto interessante che purtroppo non prende il volo, se non negli ultimi e pochi minuti. Alcune intense interviste che non vengono sviscerate e quando il mio interesse cominciava a farsi sentire, il film finisce. Peccato. Francesco Calandra è un’amico e non me ne voglia, mi aspettavo molto da lui e dalla sua compagna, ricordo ancora quando Angelo Moscariello, il mio insegnante di storia del cinema all’Accademia dell’immagine, ci fece visionare il suo bellissimo corto “Assassini”, che custodisco ancora oggi gelosamente… Un noir d’altri tempi girato in pellicola, eccezionale. Questa volta però le parti di finzione inserite nel film non mi hanno convinto per nulla… Purtroppo mi tocca dire, come sentii dire una volta da un amico, “Fellini ha fatto più male al cinema italiano che bene, e quelle poche cose buone che ha fatto devono molto a un certo Ennio Flaiano“.

E ora dopo una prima settimana di proiezioni pubbliche al cinema Massimo ad aprile, lo stesso cinema ospita il film per una seconda settimana, guarda caso proprio la settimana dell’ultimo sciagurato evento che si è abbattuto sulla nostra città. Un caso che ha fatto mobilitare i Rangers come mai prima. Addirittura pare che il sindaco Albore Mascia sia dalla parte dei Rangers (la tifoseria organizzata del Pescara ndr). Ma chi non lo è? Chi non desidera che questo crimine abbia un colpevole punito? E poi sarà sufficiente la pena? Quanto, 5-7-8 anni? Perché lo scellerato assassino era libero? Aveva già sparato diverse volte in giro, perchè lo faceva ancora? Perché aveva una pistola? Perché nessuna volante era nei paraggi a piazza Grue la sera del delitto? Perché le istituzioni tacciono? Perché parlano solo gli Ultras? Perché una parte dei rom delinque liberamente? Perché seppure fermati per pochi giorni poi questi tornano regolarmente a delinquere? Perché non si sono mai integrati? Perché non lavorano e hanno sempre molti soldi? Ma chi ci guadagna coi rom? Chi li finanzia? Chi permette loro di lavorare nella delinquenza tranquillamente?

Io non sono un intollerante, ho avuto dei contatti con loro, io non li odio, vorrei che ci fosse un’integrazione reale e poi non ci sono solo rom delinquenti, ci sono anche persone per bene che hanno una cultura da rispettare. Ma non sopporto chi si pone al di sopra delle leggi.

Quindi non sopporto la classe politica che si pone al di sopra delle leggi. La classe politica, la vera responsabile di questi sciagurati eventi. Morale della favola, adesso siamo in un momento difficile. In città si respira violenza da tempo, ora è tutto peggiorato. Una violenza che non è possibile tollerare ulteriormente. E sapete chi è che ci rimette in tutta questa storia? in primo luogo, la popolazione, che sarà a rischio per i prossimi giorni, mesi o forse anni. In secondo luogo la città di Pescara, il suo nome, il suo onore, la sua frustrata vocazione turistica…

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One Comment

  1. Gabriele

    10 maggio 2012 at 19:35

    Ho visto il film e mi è piaciuto molto. E’ molto rappresentativo della situazione pescarese e lascia spazio alla speranza.
    Non capisco però perchè leghi la critica al film con i tragici fatti avvenuti. A maggior ragione per quello che è successo il film merita di essere visto, a mio avviso.
    Prima di entrare al cinema, una persona incontrata per caso mi ha detto: “lascia stare, è una pigrata”. Ed è invece un film dove emerge tanta umanità.

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