BLING RING, SHOWROOM DELL’INUTILITÀ

Da il 19 ottobre, 2013

Bling-Ring-il-film-con-Emma-Watson-5-cose-da-sapere_h_partbIl nuovo film di Sofia Coppola è così.

Un’enorme scritta gialla sullo sfondo di una città altrettanto appariscente. Un apparente talmente ostentato e luccicante che quasi non ci si accorge della completa mancanza di un qualcosa di fondamentale. Che in questo caso non è solo la mancanza di valori tradizionali, le capacità di giudizio, e la vera cultura, assenza che la Coppola critica qua e là senza sviluppare analisi socio-antropologiche. Si sente soprattutto la mancanza di una storia e di personaggi che agiscano all’interno di essa.

È il racconto asettico della vicenda, come se la sceneggiatura fosse l’articolo del giornale che ha riportato la notizia il giorno dopo l’arresto dei Bling Ring.

Tutto riempito di bei clubs, bella gente, bei vestiti, bella musica e belle ville. Un videoclip. Tutto bellissimo, ma tanto valeva andare in uno showroom di Chanel e in un locale a bere Martini se ci si voleva rifare gli occhi e sentirsi delle dive.

Uno spettatore cerca una storia, dei personaggi che sbocciano o implodono all’interno di essa. Hanno riempito Emma Watson di complimenti per essere stata così credibile nei panni di una ragazza viziata e superficiale, basandosi sull’enorme scarto rispetto al più celebre dei suoi ruoli, quello di Hermione Granger nella saga Harry Potter. Ma effettivamente cosa fa? Durante tutta la pseudo-narrazione non agisce come personaggio, se non alla fine della vicenda quando viene intervistata in un programma televisivo e riempie quel vuoto con le frasi che rappresentano una personalità che per tutto il film non viene minimamente accennata o sviluppata, così come le personalità di tutti i personaggi. Una storia piena di spunti non sfruttati.

E’ un susseguirsi di scene identiche che non raccontano nulla, semplicemente illustrano, e mi viene il dubbio che non sia nemmeno una brillante metafora di ciò che è oggi la realtà delle ”Hills”, un’illustrazione senza contenuto.

L’unica reazione inerente al racconto è un sorrisino accennato davanti alle scene di vita vuota quotidiana fatta di frullati di verdure, kharma e Ritalin.

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