COSA C’È E COSA NON C’È AL CINEMA

Da il 28 gennaio, 2012

La settima arte nelle sale cinematografiche della nostra area metropolitana.

Da New York al Libano in due sere.

Parte prima.

                                                  SHAME 

La magia del cinema è capace di grande eclettismo. Adoro vedere film diversi e molto lontani tra loro, per luoghi, cultura, messaggio e  tecniche di ripresa. Così in due giorni sono passato da New York alla provincia libanese nel breve volgere del tempo. Immaginifico. Da New York arriva Shame, ispirato film dai toni forti, del video artista Steve Mcqueen. Ho apprezzato molto lo stile registico della pellicola, uso calibrato di poche ma efficaci inquadrature, fiducia negli intensi attori e giusta Coppa Volpi all’ultimo Festival di Venezia per il giovane Michael Fessbender. Una buona sceneggiatura, calibrata e disegnata con cura, pochi dialoghi e atmosfere fosche. Ci sono dei dettagli registici che mi hanno veramente entusiasmato. In particolare il segno sul volto dipinto del protagonista nella sequenza finale in metropolitana, mentre osserva ancora la bella donna vista all’inizio del film, un particolare che magari notano solo pochi malati di mente come me, ma tant’è… A livello simbolico, il film racconta il profondo  rapporto tra Eros e Thanatos, inteso come relazione inestricabile tra vita e morte. Guerra infinita che non conosce vincitori, si fagocita di se stessa e ci porta alla conoscenza dei nostri limiti, oltrepassandoli.

Detto questo, alcuni appunti. Il film risente della provenienza artistica dell’autore, il quale spesso si compiace in un eccessivo uso di immagini morbose e alla lunga stucchevoli. Inoltre, nonostante le buone intenzioni narrative, la scelta di non dire nulla del passato dei protagonisti, non convince. Alfred Hitchcockdiceva che è necessario mostrare allo spettatore più informazioni di quanto sia a conoscenza dei protagonisti, in modo da amplificare la tensione nelle scene più drammatiche. Le scene di sesso, se fossero state preparate con più informazioni, avrebbero forse reso il film più efficace. In ogni caso ritengo che siamo stati fortunati ad averlo avuto stabile in cartellone al Multiplex dell’Arca per la bellezza di dieci giorni. È un film che merita un’accurata visione. Ma lo sconsiglio a moralisti di ogni genere e sorta.

 

 

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