DICAPRIO INTO WALL STREET, HOMO HOMINI LUPUS 80’S

Da il 3 febbraio, 2014

THE WOLF OF WALL STREETThe Wolf of Wall Street parla del Lupo di Wall Street, nient’altro.

E’ sottointesa la bravura di DiCaprio, sempre più camaleontico, e le doti di Scorsese, quasi coreografico, ma rimane una storia fine a se stessa e non è ben chiaro se abbia contribuito ad aumentare o a distruggere la stima che si prova nei giovani colletti bianchi geni del marketing, self made man.

Forse, con il progressivo aumento dei call center e dei motivatori italiani alla Roberto Re, il fascino della PNL  e del ‘saper vendere’ ci fa solamente sorridere. Peggio è chi se ne lascia affascinare totalmente, prendendo Jordan Belfort come esempio senza in realtà capire cosa c’è da correggere nel suo personaggio.

Il film è un susseguirsi di vicende comiche che sembrano fatte appositamente per permettere a Di Caprio di mettersi alla prova, si regge tutto sul contrasto tra la cravatta e i pantaloni calati, tra le telefonate di lavoro e i trip.

Descrizione efficace e cruda ad ogni modo di uno Stato di Natura non ancora impiantato in qualcosa di più elevato, che lascia percepire le contraddizioni e i vuoti da colmare degli anni ’80.

La coerenza del protagonista è un falso lieto fine: l’intelligenza, a volte, sta nel saper cambiare strada.

 

About Laylla K. Gharbieh

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