GIGOLÒ PER CASO, WOODY ALLEN PER FINTA

Da il 22 aprile, 2014

gigolo-per-caso-2013-john-turturro-03John Turturro, regista di questo “Gigolò per caso“, ci racconta l’arte della seduzione, il calore dell’erotismo ritrovato nei gesti più delicati e semplici di un Fioraio tuttofare che maneggia con decisione e dolcezza i suoi fiori, e nel raccontarcelo la fotografia e il montaggio sono fondamentali e ben curati.

Così come col giardinaggio il protagonista sceglie di trarre beneficio da un mestiere teso alla Cura, che sia cura della natura o cura dell’anima attraverso la cura del corpo è la stessa cosa poiché come scrisse Whitman “Se ogni cosa è sacra, il corpo umano è sacro”.

Le basi sono buone e il tema viene arricchito da un’evidente influenza Alleniana: musiche jazz, New york, gli ebrei e le donne affascinanti che guidano gli intrighi.

Ma la trama non decolla, i personaggi mostrano la loro profondità ma Turturro si dimentica di raccontarceli affinché si colga il perché di certe svolte nella storia, abbastanza lente tra l’altro.

Un finale che cerca di recuperare ciò che non è stato inserito nel resto del film ma che, oltre a essere in ritardo, non riesce a coinvolgere e a stupire in maniera matura.

Semplicemente una commedia che ricalca male quelle brillanti di Woody Allen (tornato a recitare proprio per Turturro).

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