QUESTA NON È UNA STORIA D’AMORE: 500 GIORNI INSIEME

Da il 9 ottobre, 2012

 Tom Hansen, Sole Finn. In ascensore. Dall’ i-pod  “To die by your side. Is such a heavenly way to die“ cantano gli Smiths. Tutto lascia pensare ad una storia d’amore, ma… ehi! “Questa NON è una storia d’amore” ma di un LUI e di una LEI! L’amore non esiste, è  pura fantasia, come Babbo Natale. Sole Finn lo sa bene,  non vuole essere di nessuno e lo mette in guardia, ma quanto c’è (l’amore) di sicuro non sfugge.

(500) days of summer” è del 2009, due “stagioni” (interiori) che si alternano, colori che lasciano posto al grigio, realtà e aspettative che si sovrappongono e inevitabilmente urtano. Coincidenze. Non l’attribuzione di significati cosmici a banali eventi terrestri, coincidenze. Joseph Gordon-Levitt (Tom) , scrittore di cartoline d’auguri, veicolo di propaganda di quella grande bugia che è l’amore, insieme alle canzoni e al S. Valentino e lei, Zooey Deschanel (Sole, o meglio l’originale Summer), che spunta all’improvviso, nuova assistente del capo; statura media e peso nella norma ma capace di incrementare le vendite della più sfigata delle gelaterie del 212%.

Già insieme nel film “Manic” del 2001,  si esibiscono in una commedia romantica, 95 minuti per 500 giorni che scorrono  irregolari, tra “estati” e “Inverni” fino a un nuovo primo giorno, per un nuovo “sole” chiamato Luna. Film d’esordio di Marc Webb in uno stile a dir poco originale che rende perfettamente l’idea dell’uomo completamente schiavo delle sue passioni che lo trascinano in uno stato esistenziale che sfiora il tragi-comico, tanto da ascoltare i consigli di una bambina. E dell’imprevedibilità della vita che ci investe.

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