La settima arte nelle nostre sale. Cosa c’è e cosa non c’è al cinema?

Da il 18 gennaio, 2012

 The artist

Nel periodo natalizio generalmente le grandi masse dedite alle cene nazional-popolari, si riversano nelle sale  cinematografiche per ingozzarsi del “cine-panettone” o del più moderno “cine-pandoro”, prodotto dal napoletano presidente partenopeo. Generalmente evito di affollare le sale anche io, amo il cinema e soprattutto amo le sale poco numerose. Colgo l’occasione per contraddirmi e confessare che in realtà vado talmente tanto al cinema che a volte mi trangugio anche dei polpettoni, fracassoni, film francesi, giapponesi, tedeschi, finlandesi, insomma a parte il porno (in sala) tutto il resto. E in effetti questo natale le sale della città ci hanno concesso più di un colpo di scena. Morale della favola ho visto in sala ben tre film. Tra questi merita un capitolo a se “The Artist” del giovane regista Michel Hazanavicius. Film di produzione francese, uscito nelle sale a settembre e da noi miracolosamente, a Natale! Raffinata operazione cinematografica in bianco e nero che si regge sulla semplice gag: fare un film muto nell’epoca dell’avvento del sonoro. Un’idea brillante e il film funziona non poco. Attori tutti molto in parte, con nota di merito per la bellissima Peppy Miller al secolo Berenice Bejo davvero straordinaria. Giusta Palma d’oro per la migliore recitazione al cane di proprietà del protagonista del film, George Valentin. Brevemente il plot del film a un primo livello narrativo: un’intensa storia d’amore tra George, icona del film muto in declino e Peppy, giovane icona del film sonoro in forte ascesa. A un secondo livello narrativo, mi è sembrato evidente che l’unica storia d’amore del film è quella che il regista stesso prova per il cinema muto. Hazanavicius ha voluto portare sullo schermo il suo amore per quel cinema e il pubblico che ama quelle pellicole non può che gioire di questo regalo inaspettato: in sala abbiamo provato delle sensazioni bellissime.

Il cinema per definizione non prevede l’uso della voce. Le sole immagini e le musiche bastano per fare cinema. L’età del film muto è stata unica, irripetibile. Si è scoperto un linguaggio potente e incredibilmente comunicativo. Le immagini sono state capaci di raccontare storie intense come solo i letterati erano riusciti prima. Con l’avvento del sonoro il cinema è stato riscoperto, ha vissuto un paio di decadi di buio assoluto, che solo alcuni geni come Billy Wilder, o Ernst Lubitsch hanno saputo superare con merito. Di seguito tutti gli altri, compreso il nostro precursore Rossellini. Lo stesso Charlie Chaplin non ha amato il sonoro e ha realizzato un solo capolavoro con questa tecnica, Il Grande Dittatore (di certo non il mio preferito…) Insomma la visione del film “The Artist” è assolutamente consigliata a chi ama la magia del cinema, proverete la sensazione, unica, di capire che le parole a volte non servono, bastano le immagini.

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One Comment

  1. silvia

    21 gennaio 2012 at 17:39

    grazie per il consiglio! Andrò a vederlo :)
    silvia.

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