PARTE L’ARCA DEL FLAIANO FILM FESTIVAL

Da il 27 giugno, 2013

to-the-wonder-04Riparte il Flaiano Film Festival, quarantesima edizione,

nella nuova location del Multiplex Arca, a Villa Raspa di Spoltore.

Si comincia domani, venerdì 28, con un’anteprima assoluta:  “To the Wonder”, del grande cineasta Terrence Malick (La sottile linea rossa, A New World, Tree of lifealle 20,30 in Sala 5 (Ingresso ad inviti):

Neil e Marina si innamorano a Parigi di un amore grande e galoppante come le maree di Mont Saint Michel. La forza di attrazione li conduce verso ‘la meraviglia’ e i campi sconfinati dell’Oklahoma. Madre di una bambina di dieci anni, Marina cerca in Neil riparo e sicurezza. Ispettore ambientale operativo sul territorio, Neil ospita l’amore di Marina senza decidersi a realizzarlo. Molti abbracci dopo, col permesso di soggiorno scade l’intensità del loro sentimento: Marina torna in Europa, Neil ritorna a una relazione passata. Alla maniera della marea, il loro amore è in perpetuo movimento e una mattina risale e avanza verso una nuova meraviglia, verso gli States e verso una casa finalmente da arredare e da abitare. Li accoglie e li ascolta Padre Quintana, alla ricerca del cuore dietro le parole sempre deludenti dei dogmi. Davanti alla natura e al suo spettacolo, scenderanno nelle loro solitudini per scoprire, nella gioia e nel dolore, i termini del loro richiamo. Il cinema di Terrence Malick fa da sempre quel che fa la natura: colmarci di meraviglia. Appartato e radicale, Malick filma l’amore dell’uomo e lo fa risuonare sulla limpida voce della natura, senza valutazioni etiche dei comportamenti, delle situazioni, dei personaggi. To the Wonder rappresenta un conflitto, lo scontro-incontro fra uomo e donna, madre e figlia, uomo e Dio, con immagini attraversate incessantemente dalle voci fuori campo dei protagonisti, veri e propri flussi di coscienza declinati nella lingua di Ben Affleck, Olga Kurylenko, Javier Bardem, Rachel McAdams e la nostra Romina Mondello.

Quest’anno le rassegne spaziano dal cinema polacco a quello egiziano, dal concorso italiano alla personale dedicata a Giuseppe Tornatore, dai film tratti da opere letterarie ai film omaggio alle arti della musica, la danza, il circo, dai fuori concorso agli omaggi ed anteprime che si susseguiranno fino al 10 luglio con l’anteprima mondiale dell’ultimo film di Guillermo Del Toro “Pacific Rim” in 3D.

La rassegna proseguirà giornalmente all’Arca fino al 6 luglio, poi si sposterà in alcune Piazze di Pescara per concludersi il 14 luglio in Piazza della Rinascita con la cerimonia di premiazione condotta da Arianna Ciampoli e Dario Vergassola.

Ma vediamo nel dettaglio il programma di questo primo giorno. Venerdì 28.

In Sala 5 alle ore 18,15 per il concorso italiano verrà presentato l’esordio alla regia di Luigi Lo Cascio, “La città ideale” (Ingresso ad inviti): Michele Grassadonia è un ecologista sensibile e integralista. Architetto palermitano, ha lasciato la Sicilia per la Toscana, dove abita quella che lui considera la città ideale, Siena. Inviso ai colleghi, vive solo in un appartamento spartano, dove sperimenta energie alternative. Una sera di pioggia tampona un’ombra e finisce contro un’automobile parcheggiata. Qualche chilometro dopo rinviene il corpo di un uomo riverso sull’asfalto. Chiamati i soccorsi, viene interrogato dalla polizia stradale sull’accaduto. La macchina ammaccata e alcune sfortunate circostanze, convincono gli agenti della colpevolezza del Grassadonia, che da soccorritore diventa indagato. È l’inizio di un’avventura paradossale e di una ricerca angosciata della verità. Si respira l’aria di impegno civile del cinema di Francesco Rosi e l’indignazione e la tensione morale di Leonardo Sciascia nell’opera prima di Luigi Lo Cascio, attore autore che, alla maniera del personaggio che lo ha reso celebre (il Peppino Impastato di Marco Tullio Giordana), sogna di cambiare il mondo e di renderlo meno ingiusto e più pulito.

Alle ore 22,45 sarà proiettato “L’ipnotista” di Lasse Hallström: Stoccolma. Il commissario Jonna Linna è chiamato ad indagare su un triplice omicidio all’interno di una famiglia. Il padre è stato ucciso nella palestra in cui è istruttore e la moglie e la figlia minore nella loro abitazione. L’unico sopravvissuto, ma in coma, è Josef il figlio maggiore. C’è però anche una sorella che vive da sola e che potrebbe costituire il prossimo bersaglio dell’assassino. Linna ha bisogno di avere indizi e chiama quindi al capezzale del ragazzo l’ipnotista Erik Maria Bark il quale ha smesso di esercitare in seguito a uno scandalo. Erik Maria cerca, con qualche successo, di far parlare il ragazzo ma mette così in pericolo la propria famiglia.

In Sala 4 alle ore 17,30 si aprirà la personale dedicata a Giuseppe Tornatore con “Baarìa”: la storia di una famiglia siciliana che prende le mosse dal ventennio fascista.

Alle ore 21,30 rassegna dedicata al cinema polacco con i Corti della scuola di Lodz a firma di Roman Polanski, Kristof  Kieslowski, Andrej Wajda e Kristof Zanussi etc.

In Sala 3 alle ore 16,30 omaggio ad Alberto Sordi con “Ciao Alberto“di Antonello Sarno: “Ciao Alberto” vuole essere un omaggio sui generis perché pesca da archivi di cinegiornali, telegiornali, special e quant’altro, immagini rarissime o mai viste prima. Il fatto di aver trascurato immagini tratte da film (usate soltanto in minima parte) si è rivelata un’ottima scelta, perché ci dà l’occasione di vedere sullo schermo per un’ora e dieci minuti soltanto Alberto Sordi che parla di Alberto Sordi.

Alle ore 18,00 “La bottega dei suicidi” di Patrice Leconte: la crisi sembra senza fine, la città è un crogiuolo di persone sole, imbottigliate nel traffico, ogni cosa è oggetto di multa, persino il suicidio sulla strada pubblica, tutto è grigio e triste. Solo un luogo è ancora frequentatissimo, colorato e più vitale che mai: la bottega dei suicidi di Mishima Touvache e famiglia. Qui, tra corde, veleni, funghi letali e lamette affilate, ognuno può trovare il modo di scrivere con successo la dolce e rapida fine di una vita fallimentare. E gli affari vanno alla grande, almeno fino a quando Lucrèce Touvache non dà alla luce il suo terzogenito: un bambino che è l’incarnazione inaspettata della gioia di vivere.
Nonostante l’humour noir sia nato in Francia, dalle provocazioni surrealiste di Bréton, il luogo dove è cresciuto meglio è indubbiamente il suolo inglese, nella letteratura come al cinema. Il film di Patrice Leconte, suo malgrado, non fa che dimostrarlo. La libertà espressiva concessa dalla tecnica animata è ben sfruttata: senza esagerazioni, il disegno alleggerisce le dinamiche più macabre e dà ritmo agli eventi all’occorrenza, specie quando il piccolo Alan decidere di scuotere le coscienze dei suoi famigliari e prende l’iniziativa alla lettera.

Alle ore 20,00 “Irma la dolce” di Billy Wilder: giovane prostituta parigina s’innamora di un ex poliziotto geloso che pretende che frequenti soltanto un cliente, un certo Lord X. Che è poi lui travestito. S’ingelosisce anche del suo alter ego e finge di sopprimerlo. Da una commedia francese (1956) di Alexandre Breffort, Wilder ha tratto, sullo sfondo di una Parigi ricostruita in studio (dal vecchio Alexandre Trauner) più vera del vero, una paradossale farsa drammatica sul tema dello sdoppiamento e del travestimento. MacLaine ottima, Lemmon istrione acrobatico. Oscar a André Prévin per le musiche. Tra i film comici di Wilder è il più vicino al dramma.

Infine alle ore 22,45 omaggio a Federico Fellini con “Amarcord”, tra le vertigini poetiche del grande regista riminese.

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