DJANGO, BURTON: TUTTO QUELLO CHE SOGNO DAL CINEMA

Da il 26 gennaio, 2013

djangoCinema ! Cinema! E ancora Cinema!
Le sale in questi giorni brulicano di film da vedere, se siete indecisi ecco i miei suggerimenti.
Se vi piacciono le storie importanti e ambientazioni fantasiose, Vita di Pi di Ang Lee; sempre
restando in tema di fantasy c’é il primo capitolo della nuova trilogia di Peter Jackson, Lo Hobbit
oppure spostandoci sul versante Fantascienza, perché non andare a vedere Cloud Atlas della
premiata coppia Andy e Lana (?) Wachovsky? In veste di produttori e sceneggiatori, hanno trovato
nel giovane e visionario regista tedesco Tom Tikwer, quello di Lola Corre E Profumo, un nuovo
affidabile collaboratore.
Ma…
Devo dirvi che ho avuto un paio di giorni difficili, sono stato assalito da strani sogni che mi
piacerebbe condividere con voi. Ho sognato un uomo, un negro per l’esattezza, che reinterpretava
un vecchio ruolo di Franco Nero, nel celebre spaghetti western Django, la d é muta, di Sergio
Corbucci. Ero nell’antico western nord americano tra il Texas e il Mississipi quando a un certo
punto mi imbatto in uno strano tipo austriaco che andava in giro con una piccola carrozza: sul tetto
di questa un grande dente molare incastonato in una molla! Che divertimento! Poi ho visto un altro
meraviglioso negro che faceva il negriero per un bianco, celebre tra l’altro perché una volta é
naufragato da una grande nave. E poi ho visto il pene di Jamie Foxx e ho capito perché i bianchi
sono da sempre razzisti contro i neri. Che strano sogno… Ma non ne sono stato turbato, anzi, mi
sono divertito tantissimo, specialmente quando ho visto uomini a cavallo che indossavano uno
strano cappuccio bianco e si chiedevano come fare a cavalcare con quel sacchetto… Momento
veramente bucolico, alla South Park. Ma non c’é stato solo divertissement; quello sguardo di libertà
negli occhi del nero liberato da Jamie Foxx mi é rimasto dentro.
La sera successiva ho avuto altre visioni, tutte raccolte in una incredibile sinfonia musicale scritta
dall’immenso Danny Elfman. Un cane che ritoGOrnava dalla morte per stare con il suo adorato
padroncino. Una strega nera buona e una strega bianca cattiva. Poi ho visto gatti pipistrello, pesci
cavallette, mostruose tartarughe giganti, esseri davvero incredibili! C’era un meraviglioso maestro di
scienze delle scuole elementari di New Holland (non é pubblicità alla fiat, vero Tim?) che pur di
non cedere all’ignoranza si è fatto licenziare, senza battere ciglio, dall’assemblea riunita dei genitori
della scuola. “Chissà perché delle domande che la scienza pone non gliene frega mai niente a
nessuno…”. C’era un bambino giusto che viveva nella giustizia, coccolato dall’amore di una famiglia
progressista e presente. Elementi di positiva verità di cui spesso ci dimentichiamo travolti dal male
sconfinato che ci propina la modesta tv generalista e a pagamento…
Insomma: un weekend davvero bizzarro che mi ha divertito, suggestionato, fatto vivere grandi
momenti di cinema. Un cinema citazionista, a volte autocitazionista ma per niente compiaciuto,
votato allo spettacolo e ai contenuti, alla forma e dal linguaggio ipersviluppato.
Il mio sogno si è chiuso in maniera davvero inaspettata_ qualcuno mi costringeva ad andare a vedere
Tutto quello che so sull’amore… Io mi battevo e dimenavo con tutte le mie forze, ho lottato fino alla
fine, ma degli energumeni mi hanno immobilizzato portandomi al centro della sala, bloccandomi gli
occhi, come Alex… Fortuna che era un sogno e mi sono svegliato in tempo.

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