QUEL VAMPIRO INNOCUO E PIACIONE ALLA TWILIGHT (ARIDATECI GLI ZOMBIES)

Da il 7 giugno, 2012

Twilight

Usa 2008

Durata: 117 min.

Regia: Catherine Hardwicke

Cast: Kristen StewartRobert PattinsonBilly Burke

Premettiamo subito una cosa, Twilight non è un film per adulti, su questo non ci piove. Dubito lo possa essere anche il libro. Ma allora io che sono un non più adolescente appassionato di teen movies, come mai non riesco proprio ad apprezzarlo? Devo ammettere che la pellicola è un tantino meno oscena di quel che immaginavo, e credetemi mi aspettavo davvero il peggio.

Dopo il Nosferatu di Murnau (1922), orribile e deforme creatura strisciante nel cuore delle tenebre, la cinematografia vampiresca ci ha abituati a figuri dalle molteplici sfaccettature. Conti aristocratici un poco marpioni, con un aplomb da rimorchiatori come il Bela Lugosi in Dracula di Tod Browning (1931). Seducenti e laconici predatori sessuali incarnati da Cristopher Lee in Dracula il vampiro di Terence Fisher (1958).

Poi nei settanta Martin di George A. Romero ci regala una figura del vampiro più moderna. Adolescente, emarginato e metodico nella ricerca e nell’approvvigionamento del suo cibo, lasciandoci il dubbio che più che una fortuna, una seducente condizione (vivere per sempre, essere fortissimi, avere particolari poteri a seconda delle svariate credenze), si tratti di condurre un’esistenza più da malati che altro. Condizione ampliata ed argomentata in quel piccolo capolavoro nascosto che sarà The Addiction di Abel Ferrara.

Passando per gli eighties abbiamo Ammazavampiri, ovvero sopravvivere e contrastare un seducente vampiro vicino di casa. Se si è belli, forti, immortali e si vive negli ’80 cosa si può fare di meglio se non atteggiarsi a emuli di Gioventù Bruciata impennando con le moto di notte lungo spiagge desolate. È quello che difatti accade in Lost Boys di Joel Schumacher (1987), e anche un po’ in Il Buio Si Avvicina della Bigelow, entrambi cult movies Doc.

Se poi il vampirismo già dai tempi della Figlia di Dracula (1936) aveva invaso anche il mondo femminile, negli ottanta troviamo Miriam si sveglia a Mezzanotte, esordio alla regia di Tony Scott (fratello di quel Ridley) per passare nel ’92 a Amore all’ultimo Morso di John Landis.  Con l’avvicinarsi dell nuovo millennio poi ci hanno addomesticato a fantasie più punk come Vampires di John Carpenter, la saga di Blade, i vari Underworld e infine il suddetto oggetto della medesima recensione, Twilight appunto. Per non citare i cosiddetti “omessi”, Dracula di Coppola, Intervista col vampiro o la fantastica mes en scene comica Per favore non mordermi sul collo di Roman Polanski. E si potrebbe andare ancora avanti, probabilmente all’infinito. Ma mi fermerò qui.

Abbandonato qualsiasi topos del gotico, Twilight mantiene, per un certo verso, la figura del vampiro piacione. Al posto di un lugubre castello abbiamo una stupenda villa di design Hi-tech degna di Frank Lloyd Wright. Per il resto il racconto ci si palesa davanti in modo ingenuo. Una bella ragazza di nome Isabella (Kristen Stewart)  un po’ problematica decide di abbandonare la sua città per trasferirsi dal padre, sbirro pigro e sbevazzone, in una squallida provincia tutta pioggia e nebbia. Qui comincerà ad inserirsi tra i ragazzi, fino a quando non incontrerà il tenebroso, un po’ emo e bellissimo Edward (Robert Pattinson), che sembrerà respingerla per inspiegabili motivi. In un gioco di tensione emotiva tra i due scocca l’amore, anche se lei scoprirà che si tratta di un vampiro, questo non fermerà la sua passione. Il buon Edward, e la sua perfetta (ridicola) famigliola di vampiri vegetariani sembreranno accettarla di buon grado. Quando tutto comincia a filare, la vita di lei verrà messa in pericolo da un gruppo di Vampiri scapestrati ed assetati di carne fresca.

Omettendo l’aspetto ridicolo di  una sceneggiatura non tutta da cestinare, fatta di banalità, dialoghi spesso imbarazzanti e romanticismo spiccio non realmente romantico, dobbiamo rassegnarci alla figura del vampiro del nuovo millennio. Chi come me è stato abituato a film come i sopraccitati,  qui non troverà assolutamente nulla di cui esser felici. Il film non contiene spargimenti di sangue ne gore alcuno. Niente bagni di sangue, gole recise, cuori estirpati e soprattutto nessuna innovazione o affascinante escamotage visivo.  Scorre banale e noioso per quasi due ore, verso un epilogo scontato, alternando i classici campo-controcampo degni di ogni blanda produzione americana

Ma questo film non ha davvero nulla di positivo allora? Se si tiene in considerazione la figura del vampiro come qualcosa che oltre ad essere fonte di intrattenimento, sia d’altro canto anche un archetipo letterario antichissimo e un prodotto della tradizione popolare, no. Tuttavia, ammaestrando tale leggendaria figura in favore di un pubblico di adolescenti speranzosi, o di un manipolo di spettatori lobotomizzati e con l’elettroencefalogramma piatto, la storia tra i due protagonisti, imperniata su un amore apparentemente irrealizzabile, può lasciare un segno di speranza: L’amore perfetto non esiste, ma seppure tra sforzi, impegni e difficoltà si può realizzare, vi si può credere e sperare.

Gli adulti che già si sono scontrati con questa malattia a doppio taglio hanno la consapevolezza di come la macchina funzioni, ma per i giovanissimi un positivo segno di speranza non guasta di certo.

Per il resto, tutto è severamente vietato ai maggiori di 16 anni!

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