THE ARTIST AL FLAIANO

Da il 3 luglio, 2012

Ecco la programmazione di oggi del 39esimo Flaiano Film Festival , al Cinema Massimo di Pescara.

In Sala 1, alle 18,30 “Non per soldi ma per denaro”, omaggio a Billy Wilder: un cameraman della TV si lascia convincere dal cognato, avvocato di pochi scrupoli, a fingere un gravissimo incidente, con conseguente menomazione, per ottenere una cospicua assicurazione. Film articolato in 16 capitoletti: “16 piccole, folgoranti ‘moralità’ che percorrono un universo balzachiano del comportamento economico” (A. Cappabianca). Scritto da Wilder col fido I.A.L. Diamond, è una maligna, aguzza, amara commedia di grande interesse sul piano tematico.

Alle 20,45 “The Artist” di Michel Hazanavicius: Hollywood 1927. George Valentin è un notissimo attore del cinema muto. I suoi film avventurosi e romantici attraggono le platee. Un giorno, all’uscita da una prima, una giovane aspirante attrice lo avvicina e si fa fotografare sulla prima pagina di Variety abbracciata a lui. Di lì a poco se la troverà sul set di un film come ballerina. È l’inizio di una carriera tutta in ascesa con il nome di Peppy Miller. Carriera che sarà oggetto di una ulteriore svolta quando il sonoro prenderà il sopravvento e George Valentin verrà rapidamente dimenticato. Anno Domini 2011, era del 3D che invade con qualche perla e tante scorie gli schermi di tutto il mondo. Michel Hazanavicius porta sullo schermo, con una coproduzione di rilievo, un film non sul cinema muto (che sarebbe già stato di per sé un bel rischio) ma addirittura un film ‘muto’. Cioé un film con musica e cartelli su cui scrivere (neanche tanto spesso) le battute dei personaggi. Si potrebbe subito pensare a un’operazione da filologi cinefili da far circuitare nei cinema d’essai. Non è così. La filologia c’è ed è così accurata da far perdonare l’errore veniale dei titoli di testa scritti con una grafica e su uno sfondo che all’epoca erano appannaggio dei film noir. Hazanavicius conosce in profondità il cinema degli Anni Venti, ma questa sua competenza non lo ha raggelato in una riesumazione cinetecaria. Si ride, ci si diverte, magari qualcuno si commuove anche in un film che utilizza tutte le strategie del cinema.

Alle 22,45 sarà proiettato “Sister” di Ursula Meier: il dodicenne Simon vive nella vallata industriale ai piedi di un altipiano sciistico di lusso. Condivide l’appartamento popolare con la sorella maggiore, Louise, che non ha un lavoro. Nessuna traccia, invece, dei genitori. Simon procura il cibo e i soldi che servono per vivere ad entrambi vendendo ai suoi coetanei sci, guanti e occhiali di valore, che ruba nel corso delle sue trasferte quotidiane in alta montagna. Ruba anche su commissione, l’attrezzatura della marca richiesta. Ursula Meier ambienta la sua opera seconda nuovamente su un confine, questa volta più abituale, meno insolito rispetto al tratto di autostrada di Home, ma anche più manicheo e drammatico.

In Sala 2 alle 18,30 consueto appuntamento con il concorso italiano. E’ la volta di “Cielo senza terra” di Maderna e Pozzoli: un padre e il figlio di otto anni camminano su una montagna, dormono in tenda, si lavano con l’acqua gelata del torrente e parlano, della famiglia, dell’amore, di Dio, della natura. È un dialogo intimo, in cui il grande si rivolge al figlio con attenzione ma senza edulcorare le verità e soprattutto senza imporre una gerarchia delle questioni, dando ad ogni dubbio o affermazione del più piccolo una risposta senza scorciatoie. Nella convinzione –crediamo- che lo scambio sia realmente e ugualmente nutriente per entrambi e che le curiosità del crescere non siano poi molto lontane dalle inquietudini della vita adulta. Forte di un umorismo tragicamente sottile e delle sue ferme certezze da cronico incerto, con Cielo senza terra Giovanni Maderna realizza il suo film più sicuro e trova una formula che gli calza a pennello

Alle 20,45 omaggio a Furio Scarpelli con “Tormenti-Film disegnato” di Filiberto Scarpelli: nella Roma fascista degli anni Trenta in preda a fanfare nazionaliste e imperiali lavori di restauro, la giovane stiratrice Eleonora Ciancarelli detta Lolli incontra a una festa l’avvocato Rinaldo Maria Bonci Paonazzi, affabile trombone di mezza età vicino agli organi di regime. Fra i due inizia un’impetuosa relazione, nella quale Lolli diviene vittima delle passioni e del comportamento impetuoso e violento di Rinaldo. Almeno finché non conosce Mario Marchetti, giovane studente dedito al pugilato e alla causa antifascista che si innamora subito di lei. I due giovani sviluppano una corrispondenza segreta fatta di endecasillabi amorosi e desideri di fuga che porta Rinaldo fino a perdere il senno per la bella popolana. Straordinario disegnatore di tutti quei personaggi deboli, meschini, passionali e millantatori che hanno reso grande la commedia all’italiana, Furio Scarpelli è stato in vita un talento prolifico tanto della scrittura che dell’illustrazione del carattere umano. Anzi, è proprio dal disegno e dall’esperienza come vignettista per dei giornali satirici durante gli anni della guerra, che si è sviluppato lo sguardo acuto e la penna sagace di uno dei più grandi sceneggiatori del cinema italiano. Film “disegnato” su una serie di tavole scritte e tratteggiate dallo stesso Scarpelli, Tormenti è davvero la più felice celebrazione dell’arte del sagace scrittore romano.

Alle 22,45 replica di “Cielo senza terra” di Maderna e Pizzoli.

In Sala 3 si parte alle ore 18,30 con “Sulla strada di casa” di Emiliano Corapi: Alberto ha moglie, due bambini e una piccola impresa che versa in cattive acque. Stimato oltremodo dalla consorte, che giudica troppo sincera e ingenua, Alberto le nasconde di ‘arrotondare’ la vita facendo il corriere per gente poco raccomandabile. Alla vigilia del secondo viaggio qualcosa però va storto e la sua famiglia è presa in ostaggio da tre malviventi interessati al prossimo carico. Partito dalla provincia ligure alla volta di Reggio Calabria, Alberto dovrà ritirare il pacco illecito e consegnarlo ai sequestratori. Ma niente andrà come previsto. Sulla strada di casa l’impresario dovrà risolvere e risolversi, salvaguardando la vita e il futuro della sua famiglia. Opera prima e pluripremiata di Emiliano Corapi, Sulla strada avvia una biografia ordinaria e minacciata nel sogno di una vita borghese e procede nella follia e nell’angosciosa tensione di un inseguimento.

Alle 20,45 rassegna maghrebina con “El Kalaa-La citadelle” di M. Chouick.

Alle 22,45 omaggio a Bertolucci con “Partner”: quando Axel, un delinquente senza scrupoli, ruba la valigia a Bob, un programmatore di software, non sospetta di essere entrato in un grande intrigo internazionale. La valigia contiene infatti i file di un sofisticato programma che Bob ha rubato alla società per cui lavora. Ora il file sono nelle mani di Axel, ma è Bob il solo a poterli codificare e a sapere a chi venderli. I due diventano partners d’affari in un pericoloso viaggio verso Los Angeles.

In Sala 4 alle 18,30 “Tre nel mille” di Franca Indovina: saga stracciona ed eroicomica di Fortunato, cavaliere senza cavallo, e di Pannocchia e Carestia, scalcinati soldati senz’armi che, alla vigilia dell’anno Mille, portatore di sventure, si aggirano scorbacchiati e affamati per l’Italia centrale, percorsa da bande di soldati di ventura.

Alle 20,45 omaggio a Carmelo Bene con “Edipo Re“: su un quadro di vita provinciale del primo dopoguerra si innesta la rievocazione del mito di Edipo che, ignaro, uccide il padre e sposa la madre finché scopre la verità e, accecatosi, si avvia alla purificazione di Colono. Uno dei film più autobiografici di Pasolini, che nella storia tragica di Edipo dà, in chiave barbara, un’altra testimonianza sulla difficoltà del vivere. Ammirevole la Mangano, in un’ambiguità di porcellana con un Citti di sofferta intensità.

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