WOODY È TORNATO: COMINCIA IL SUO PERIODO BLUE

Da il 16 dicembre, 2013

blue-jasmineEh sì, è proprio vero, Woody Allen è tornato.

Dopo il tour europeo con la trilogia inglese, Midnight in Paris e il discutibile ed evitabile To Rome with love,  il regista torna nel suo universo e nei suoi luoghi, e si riconosce quanto sia necessario spesso tornare a casa. Questo però è un Woody diverso, quello di un ulteriore nuovo periodo mi piace immaginare. Un periodo giustificato anche dall’esperienza che i suoi intensi anni gli hanno donato. Infatti in questa pellicola Allen inizia come sempre con un’impostazione dolceamara, dolcezza che sfuma durante il racconto lasciando scoperta l’amarezza, troppo grande per essere nascosta. È la storia di una donna la cui vita è ormai a pezzi, frantumi talmente faticosi da raccogliere che pur di non graffiarsi coi propri sensi di colpa ci si abitua a camminarci sopra, sorridendo in società, sorseggiando un drink e pregando lo Xanax, ignorando i tagli che quei cocci provocano. Ritroviamo in questo film un racconto sull’ironia della vita, in questo caso non evidenziata col solito geniale umorismo di Allen, forse per una nuova maturità raggiunta o per poca ispirazione; l’ironia in questo caso è crudele, sottolinea seccamente i nascondigli dell’orgoglio, della vergogna e dell’insicurezza di una donna che preferisce non vedere, non tanto per opportunismo quanto per paura di trovarsi persa nel nulla, come il suo sguardo pregno di disperazione. Non c’è spazio per un lieto fine, non ancora. Jasmine è persa e tenta di ritrovarsi paradossalmente rimarcando le sue bugie. Cerca di tornare nel suo caldo stereotipo, non Janet ma Jasmine, sminuendo tutto ciò che ha voluto evitare e degradare perché selvaggio, e quindi veritiero e spietato. Infatti, alla fine del film si evince che solo nella verità l’amore e la tenerezza trovano posto, e il vero si salva, e prmette di salvarsi. Una Blanchett intensissima, malinconica, alienata, isterica ma delicata. Blue.

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