A Roma riapre il fantastico Mausoleo di Augusto

Da il 16 Gennaio 2020

RomaDi questi tempi Roma attraversa uno dei periodi più tormentati della sua storia. Buche, autobus in fiamme, fermate della metro chiuse a tempo indeterminato per colpa di scale mobili scassate, e traffico caotico, con conseguenti emissioni nocive che mandano spesso in tilt gli apparecchi di misurazione, queste le negatività più eclatanti che incombono giornalmente su residenti ormai rassegnati e turisti spesso imbufaliti. Se a questo aggiungiamo le croniche carenze in termini di hospitality alberghiera e un discreto numero di ristoratori truffaldini, la misura può ritenersi colma e foriera di ulteriori disgrazie.

Nonostante ciò la capitale rimane un’esperienza unica per le sue ricchezze architettoniche, i musei, le basiliche, le vestigia millenarie che la pongono da sempre in cima alle preferenze di vecchi e nuovi viaggiatori. In verità, negli ultimi anni, si è fatto parecchio in termini di recupero archeologico e architettonico, specie considerando lo scarso sostegno apportato dallo stato attraverso gli organismi deputati. Merito quindi ai grandi gruppi privati, alle fondazioni bancarie e assicurative che, seppure bistrattate da più arti, hanno sborsato, e continuano a sborsare, cifre consistenti scontrandosi spesso con burocrazie farraginose e litigi da cortile tra le diverse consorterie politiche.

Ma, non disperiamo. E’ di questi giorni la notizia ripresa dalla stampa internazionale della riapertura al pubblico in primavera di quello che è unanimemente considerato uno dei più grandi e prestigiosi monumenti funerari esistenti al mondo: il Mausoleo di Augusto. Il restauro costato sinora circa 11 milioni di euro (6,5 stanziati dalla Fondazione Tim, 4,3 dal Ministero dei Beni Culturali) fa parte di un progetto più ampio che trasformerà l’adiacente e omonima piazza in un anfiteatro che, dal livello del mausoleo, salirà fino alla nuova teca dell’Ara Pacis a ridosso del fiume Tevere.

Per coloro che non la conoscessero, la genesi del Mausoleo di Augusto è questa. Alla fine della guerra contro Antonio e la conquista dell’Egitto, nel 29 a.C. il giovane e non ancora imperatore Augusto decise di edificare la grandiosa tomba in Campo Marzio copiando da quelle di Alessandro Magno e del re Mausolo di Caria. Nella sua Geografia lo storico Strabone così la descrive:  “un grande tumulo di terra innalzato presso il fiume, sopra una alta base rotonda di marmo bianco, tutto ombreggiato di alberi sempre verdi fino alla cima, sulla quale era la statua in bronzo dorato di Cesare Augusto. Sotto il tumulo c’erano le celle sepolcrali di lui, dei suoi parenti e degli amici più intimi. Dietro, un grande bosco per meravigliose passeggiate; nel mezzo un recinto sempre in marmo bianco con pioppi costruito intorno al crematorio di Augusto..ecc”

Il primo a essere sepolto nella tomba nel 23 a.C. fu Marcello, nipote e genero di Augusto; seguirono Agrippa, Druso maggiore, Lucio e Gaio Cesare. Augusto li raggiunse nel 19 a.C., seguito a sua volta da Druso minore, Livia, Tiberio, Agrippina, Claudio, Britannico e Nerva. La porta dell’edificio era preceduta da due obelischi egizi in granito, in seguito sistemati nelle piazze del Quirinale e dell’Esquilino. Nel 409 il monumento fu saccheggiato e semi-distrutto dai Visigoti di Alarico; successivamente fu trasformato in fortilizio dai Colonna, quindi passò ai Conti nel 1241, agli Orsini nel 1550, ai Soderini che ne fecero un giardino pensile. Nel XVIII secolo il marchese Corèa lo adattò a teatro, fino a quando, nel 1829, papa Pio VIII bandì definitivamente giochi e rappresentazioni. Sistemato e coperto, divenne fonderia, ancora teatro fino al 1936, data dell’ultimo concerto tenuto dall’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia. Nel frattempo, nel 1932, l’intera area era stata oggetto di nuovi scavi e di ammodernamento architettonico sacrificando edifici e vecchie strade.

Questa la storia del Mausoleo di Augusto. Tornando all’attualità, manca poco per riammirare finalmente restaurato, a quanto pare gratuitamente, questo gigante restaurato di 87 metri di diametro e 47 di altezza, che ha impegnato gli addetti in 13 mila metri quadrati di muratura da sistemare (di cui 800 da impermeabilizzare) e 8 mila metri di ponteggi. Ad abundantiam, il nuovo percorso sarà completato da un filmato multimediale che, in venti minuti, ripercorrerà la storia del monumento e della città dai primordi ai giorni nostri.

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