Dalle parole alle storie: un laboratorio con Stefano Redaelli

Da il 31 Gennaio 2020

Dopo il successo internazionale della riproposizione di Carbonio di Primo Levi,

Stefano Redaelli propone un innovativo  Laboratorio di scrittura creativa nel Piccolo Teatro Orazio Costa di Pescara, diretto da Domenico Galasso, attore e regista. Stefano Redaelli, originario di Chieti, abbina le competenze in Fisica a quelle umanistiche: è docente di  Letteratura italiana all’Università di Varsavia nella facoltà Artes Liberale ed è autore di prestigiosi saggi sul rapporto fra scrittura, scienza e follia.

Il laboratorio si svolgerà in due sabati l’8 ed il 15 febbraio con un programma molto ricco e originale.

Tra un impegno universitario e l’altro, Stefano Redaelli risponde ad alcune domande su questa iniziativa unica nel suo genere e sul senso stesso della scrittura nell’era del web.

Com’è nata la collaborazione con Domenico Galasso e il Piccolo Teatro Orazio Costa di Pescara? In particolare è stata anche molto apprezzata dal pubblico la scelta di affrontare Carbonio di Primo Levi, portato con successo anche all’Università di Varsavia. Stiamo dimenticando autori così importanti specie in ambito scolastico?

“In occasione del centenario della nascita di Primo Levi, il collega  Mario Cimini, Professore di Letteratura Italiana presso l’Università Gabriele D’Annunzio, mi ha invitato, in quanto studioso dell’opera di Levi, a collaborare con Domenico Galasso per la realizzazione del reading intitolato “Carbonio”. Abbiamo ripetuto l’evento dopo alcuni mesi a Varsavia, su invito di Roberto Cincotta. direttore dell’Istituto Italiano di Cultura. Più che dimenticare autori importanti, non sempre a scuola si mostra un autore nella sua completezza. Levi, ad esempio, è innanzitutto lo scrittore-testimone, e come tale viene studiato. Ma Levi è anche lo scrittore che più di tutti, nella letteratura italiana, ha creato un ponte tra cultura umanistica e cultura scientifica. Molto prima che si parlasse di interdisciplinarietà, multidisciplinarietà, transdisciplinarietà come paradigmi di formazione, Levi praticava con disinvoltura transiti e alleanze tra le “due culture”, contribuendo alla formazione di un pensiero, una visione del mondo e dell’uomo, integrata, scevra da ideologie”.

Enormi risorse sul web, software di scrittura ed ora anche l’intelligenza artificiale: come si può diventare scrittori in questi nuovi scenari? Che percorso può fare un giovane e come si può muovere anche chi non è cresciuto in ambienti digitali?

“I corsi di scrittura, ormai, non sono una novità. La scrittura, invece, è una continua scoperta. Per questo ha sempre senso proporre percorsi attraverso i quali riconquistare la consapevolezza dello strumento linguistico, delle sue potenzialità espressive, referenziali, poetiche. Ritengo che un buon seminario di scrittura debba essere innanzitutto un seminario di lettura: occorre imparare a leggere. Uno scrittore (come un traduttore) legge in modo diverso: penetra, smonta, studia la frase, si chiede come cambierebbero suono e senso se si cambiasse anche di poco la sequenza delle parole. Se dovessi sintetizzare con un motto, sarebbe: ‘imparare a leggere per imparare a scrivere, imparare a scrivere per imparare a leggere'”.

Probabilmente nell’era digitale il racconto breve potrebbe conoscere una nuova vita: secondo lei con quali esiti?

“Il racconto breve è una forma di scrittura eccezionale poiché, pur essendo un testo narrativo, è al contempo vicino alla poesia per la sua capacità di condensazione di significati ed emozioni. Imparare a scrivere racconti brevi vuol dire anche imparare a fotografare il mondo, la vita, le persone, senza la pretesa di esaurirne la rappresentazione-comprensione, ma con la curiosità di coglierne un mistero e donarlo al lettore, il quale dovrà farne tesoro”.

Che futuro vede per la lingua italiana soprattutto in ambito letterario, verrà risucchiata dall’inglese globale o resisterà con vecchie o nuove forme?

“Sarebbe una catastrofe. Ma non avverrà, credo, nonostante le pressioni, anche in ambito accademico, siano forti. Insegno letteratura italiana all’Università di Varsavia e ricevo sistematicamente proposte di tenere i corsi in inglese. Per ora sono riuscito a difendere la lingua italiana; se necessario, li tengo piuttosto in polacco, affiancandoli a laboratori di traduzione letteraria, per favorire un reale incontro tra le lingue, le culture. Ricorrere ad una lingua franca, in ambito letterario, mi sembra astratto. Quello che insegniamo è tutto nella lingua: occorre conoscerla, studiarla, tradurla, semmai, nella lingua di arrivo degli studenti. Dovere, missione di ogni insegnate, operatore culturale, è difendere, insegnare, promuovere un uso consapevole, letterario, della lingua italiana. Anche attraverso seminari di scrittura”

Location: Piccolo Teatro Orazio Costa Pescara, via Gabriele D’Annunzio n° 29

Durata: 12 ore (in due sabati: 8 ore il primo sabato, 4 ore il secondo sabato)

Il laboratorio propone una immersione nella scrittura da cui riemergere con una propria storia.
Nelle prime due lezioni verranno approfonditi il rapporto con le parole e le motivazioni della
scrittura. Si lavorerà sulle radici. La lettura (e analisi) di saggi si alternerà ad esercizi di
scrittura. Le successive due lezioni saranno dedicate alle caratteristiche del racconto breve, in
particolare alla focalizzazione (aspetto di primaria importanza, legato alla voce, al tempo).
Questo accadrà il primo sabato. Lo studente avrà, quindi, una settimana per scrivere un
racconto (o un capitolo di romanzo), che verrà poi letto, analizzato e corretto nel successivo
sabato di laboratorio.

I SABATO – 8 febbraio 2020 (ore 10:00 – 14:00)
1 Le parole: “sabbie immobili”, “sassi nello stagno”, “quaternità perfette”.
2 Perché si scrive? Chiediamolo a Primo Levi, Rainer Maria Rilke, Italo Calvino.
(ore 15:30 -19:30)
3 Il racconto secondo Flannery O’ Connor, Julio Cortazar, Raymond Carver.
4 Il punto di vista: del cavallo, dell’alieno, di Eva, di Dio.

II SABATO – 15 febbraio 2020 (ore 10:00-14:00)
1 Lettura, commento, analisi, editing, riscrittura dei racconti degli studenti.

Info e prenotazioni: itel. 351 556 6694 – mail: piccoloteatrooraziocosta@gmail.com

 

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