Il Mubia: che meraviglia, il “Geo-museo delle Biancane”

Da il 11 Aprile 2019

Inaugurato, a Monterotondo Marittimo, il Mubia, il Geo-museo delle Biancane (www.facebook.com/mubiageomuseobiancane).

Un viaggio virtuale e immersivo al centro della terra nel Parco dell Biancane, riconosciuto come Parco Nazionale e Geo-parco Unesco.

Il Parco naturalistico delle Biancane rappresenta forse la principale attrattiva turistica del Grossetano, in Toscana. Situato al confine con le province di Pisa e Livorno, il sito richiama annualmente migliaia di visitatori, affascinati dalle manifestazioni geotermiche visibili in tutto lo splendore del paesaggio dominato dai vapori che fuoriescono dalla roccia, dal fango che ribolle e dallo straordinario cromatismo assunto dal terreno e dalla flora.

Con il compito di completare la conoscenza dei fenomeni geologici che determinano la geo-diversità del luogo è stato inaugurato di recente, nell’ex Centrale dei Lagoni Boraciferi, Mubia, il Geo-museo del Parco delle Biancane.

Il Museo ha una specifica valenza didattica, ma si pone l’obiettivo di diventare in breve tempo il volano dello sviluppo turistico del territorio.

La scenografia dell’istallazione è di sicuro impatto. All’interno, una geo-nave, gigantesco cristallo scuro di oltre dieci metri di diametro ispirato alla stazione spaziale del film Guerre stellari, è capace di trasportare fino a venticinque persone alla scoperta delle viscere della terra, attraverso un fantastico viaggio multimediale fatto di proiezioni su grandi schermi: dalla nuvola all’energia elettrica, alla formazione del plutone magmatico e del serbatoio geotermico, fino alle azioni termiche e chimiche del vapore.

I “viaggiatori” del Mubia hanno così l’occasione di acquisire informazioni riguardanti la formazione dei minerali e delle rocce. Altri contenuti sono disposti lungo le pareti del museo, sotto forma di schermi, pannelli, grafici e postazioni di approfondimento, tra cui una stanza dedicata al prof. Lidenbrook, noto personaggio del romanzo letterario Viaggio al centro della terra. Qui è possibile curiosare tra le carte, osservare i fenomeni attraverso microscopi, diorami, modelli e giochi didattici, così approfondendo importanti scoperte che hanno contribuito a formare la moderna scienza. In pratica, si tratta di una sorta di laboratorio vecchio stile, ma dotato di piccoli congegni moderni che, divertendo, sono in grado di educare visitatori di ogni età.

Il Mubia è anche la porta del già noto Parco delle colline metallifere, che, con la sua colossale scenografia, fa parte della Unesco Global Geoparks Network con il nome di Tuscan Mining Geopark. Il direttore del parco Alessandro Casini, a cui si deve il progetto scientifico assieme a docenti dell’Università di Siena, ha sottolineato che la realizzazione del Mubia è stato un atto d’amore e di riconoscenza verso una terra protagonista della nascita della geotermia.

 

 

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