Miac, una grande novità per Cinecittà

Da il 14 Novembre 2019

cinecittàL’offerta turistico-museale di Roma si arricchisce dal prossimo dicembre con una nuova creatura. Parliamo del MIAC, acronimo di Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, un’iniziativa voluta e finanziata dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, realizzata da Istituto Luce-Cinecittà, in partnership con Teche Rai e Centro Sperimentale di Cinematografia, e con la collaborazione di grandi marchi della nostra memoria e dell’immaginario, che insieme rappresentano un patrimonio di archivi visivi di eccellenza mondiale. Sarà un modo per ritrovare il nostro immaginario collettivo, dove il visitatore potrà conoscere la storia e l’evoluzione dell’audiovisivo, inteso come arte delle immagini in movimento; ma, soprattutto un viaggio attraverso il suo sviluppo tecnologico in un Paese dove l’immagine è da sempre centrale in campo culturale e sociale.

La nuova realtà sorge all’interno degli studi di Cinecittà in un’area di 1650 metri quadri, nell’edificio che fu sede del laboratorio di sviluppo e stampa, lo stesso che in decenni di attività ha assistito all’evoluzione del cinema italiano. Nelle intenzioni del MIAC sarà l’occasione di far rivivere al pubblico il percorso del patrimonio audiovisivo nazionale, dalle origini del cinema ai filmati che hanno costruito gli archivi fino all’arrivo della televisione e il successivo arrivo dell’immagine digitale. Dunque, un patrimonio interpretato nelle sue relazioni con la storia, con la nostra vita sociale e culturale e con i mutamenti del linguaggio visivo.

Il percorso del museo si snoda in dodici ambienti al cui interno sono mostrati centinaia tra film e filmati d’archivio dell’Istituto Luce e della RAI, oltre a documenti, fotografie, sigle, interviste, grafiche e radio: materiale reso emozionale e immersivo  grazie a installazioni interattive e videoarte.  Va detto che il racconto non procede per cronologia, ma si sviluppa per aree tematiche trasversali dai nomi suggestivi, come potere, musica, commedia, lingua, eros, maestri, ecc.

La spina dorsale del museo è formata da due elementi principali: la Timeline, una parete di oltre trenta metri attraversato da un graffito animato che ripercorre la storia dell’audiovisivo italiano, dal cinema dei primordi ai tempi recenti. Poi, c’è il Nastro trasportatore, il rullo originale di quaranta metri che per decenni ha trasportato in quelle sale le pellicole per le lavorazioni, e che oggi fa viaggiare i pensieri scritti dal visitatori su schermi luminosi, trasformandoli in bigliettini stampati.

La struttura ospiterà in futuro mostre temporanee, installazioni, proiezioni, incontri e una bibliomediateca ad uso di visitatori e studenti, che così avranno la possibilità di approfondire le ricerche pescando dallo sterminato archivio Luce, certamente uno dei più digitalizzati al mondo, con filmati e foto reperibili navigando nell’apposito sito.

Per finire, un ulteriore punto di conoscenza sarà offerto dallo Spazio Lettura Tullio Kezich, la biblioteca personale del grande critico cinematografico messa a disposizione del MIAC dagli eredi. Si tratta di oltre cinquemila volumi raccolti nel corso della lunga vita pubblica e privata di un personaggio rispettato per il suo lavoro e volto noto al grande pubblico per la numerose garbate incursioni televisive.

Per maggiori informazioni, rivolgersi all’indirizzo: www,cinom

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