Un logo per l’enoturismo

Da il 25 Marzo 2019

L’iter era stato intrapreso nel dicembre del 2017, su proposta del senatore Dario Stefàno e con la firma dell’allora ministro delle politiche Agricole Maurizio Martina, ed è stato ripreso e condotto in porto dalla nuova maggioranza. Il decreto, che attende adesso solo il semaforo verde definitivo del Parlamento, inquadra come enoturistiche “tutte le attività formative e informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio e la conoscenza del vino”, e cioè tutte visite guidate nei vigneti o nei luoghi di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, della storia e della pratica vitivinicola ed enologica. Comprese le “vendemmie didattiche”.

Parliamo di un settore dell’industria turistica in grande fermento e movimento, dove si registrano sempre nuove iniziative e progetti innovativi.

Un fenomeno in perenne escalation, che conta circa 3 milioni di turisti l’anno e un giro d’affari di circa 4,5 milioni di euro. Qual è la capitale italiana, e non solo italiana, del vino?  Verona. Fino a ieri, tutto il mondo la conosceva e sognava per la sua natura di “città dell’amore”, grazie all’eterno dramma sentimentale di Romeo e Giulietta. Ma da Venere a Bacco il passo è breve.

 

 

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