D.One: il ristorante, deluxe, dell’anima

Da il 26 Marzo 2019

Stava per scomparire dalla cartina geografica, falciata dallo spopolamento delle aree di montagna e di collina dell’Abruzzo, Montepagano, la più antica frazione di Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo. Ma possiamo ormai affermare con certezza che un’imprenditrice, una donna, ha contribuito in modo prodigioso alla sua salvezza. Aprendo il primo ristorante diffuso d’Italia, con vista sul mare, il D.One, insignito di recente dal Gambero Rosso del titolo di Ristoratore dell’anno. A essere premiata, per il suo progetto «unico e innovativo», è stata proprio la dea ex machina del D.One, Nuccia De Angelis. Originaria di Roseto, laureata in Archeologia, ha infuso in questo ristorante il suo talento e la sua passione più antica. E pensare che veniva da tutt’altro mondo: col marito gestisce, infatti, una delle più importanti aziende mondiali per l’assistenza medica agli appassionati di subacquea.

La sua rivoluzione è stata quella di aver ripreso e trapiantato nel campo dell’alta ristorazione il modello degli alberghi diffusi, diffuso in posti come Matera e Santo Stefano di Sessanio. E così Montepagano, a rischio visibile di abbandono di massa, sta tornando a vivere.

Aperto dal 9 dicembre del 2015, una stella Michelin, il D.One vanta uno chef d’eccezione come Davide Pezzuto, già ai fornelli del Rossellinis di Ravello e dell’Abac di Barcellona e poi sous chef di Heinz Beck a La Pergola di Roma. 38 anni, salentino, pratica una cucina che rivisita, con classe e concretezza, la tradizione. Di alto profilo anche il sommelier, Gabriele Mattucci, nel passato al servizio dell’Enoteca Pinchiorri e dell’Altro Vissani.

Diamo uno sguardo alla carta del menu, comprensiva anche di degustazioni. Tra i tanti piatti-gourmet, troviamo l’insalata di bianchetti, il tonno marinato alla soia, la maionese al wasabi e cipollotto al coppo, la trippa alla teramana e gamberi rossi, l’uovo biologico in purgatorio (tra gli antipasti); i ravioli di brodetto di scoglio al nero, i tubetti, scorfano, anice e cardoncelli e i tortelli alla papera e tuberi peperoncino (come primo); il lanzardo, rose, olive e il castrato su pepita di liquirizia atriana purissima, albicocche e rape rosse per secondo.

Buonissimi pure i dolci.

I clienti vengono apposta da tutto il centro Italia.

Il D.One è un ristorante dell’anima.

About Redazione

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *