Food design, i ristoranti più “instagrammabili”

Da il 12 Aprile 2019

Ineluttabile, ecco la food design mania. Che colpisce soprattutto i millenial: tra loro, 4 su 10 scelgono i locali non in base alla bontà della cucina proposta, ma per lo stile e i piatti “più Instagrammabili”. Per l’estetica, per l’atmosfera glamour. Una rediviva Sora Lella sarebbe oggi tagliata fuori.

Da Parigi a Copenaghen, da Mosca a Londra, fino ad arrivare a New York e Tokyo. Non solo arredi e lifestyle: anche a tavola l’occhio vuole oggi la sua parte. La “food design mania” sta insomma contagiando i social network e le nuove generazioni, determinando  le scelte di look dei ristoranti.

Il cibo sta diventando sinonimo di fashion e design. La capacità di far vivere un’esperienza unica e di offrire uno spazio accogliente sono le caratteristiche più ricercate dai consumatori, soprattutto dai più giovani. Uno scenario confermato da una ricerca pubblicata sul  britannico The Independent, secondo cui oltre il 40% dei millennial ha ammesso di ritenere l’estetica della tavola il requisito fondamentale per la scelta di un locale. Un fenomeno che si ripercuote, a cascata, su tutto ciò che i ragazzi pubblicano sui social. Un fattore da cui dipende lo stesso giro d’affari e la stessa reputazione online dei ristoranti. Secondo uno studio americano pubblicato su Business Insider, il 99% degli appartenenti alla Generazione Z e dei nativi digitali vede nel mondo dei social e delle recensioni online le uniche fonti attendibili. E l’equazione è presto fatta. Basti poi pensare che su Instagram l’hashtag #FoodDesign compare più di 350mila volte. Se n’è discusso diffusamente pure durante la Milano Design Week.

Quella del food design è una tendenza che, partendo dai social, ha influenzato le scelte stilistiche di alcuni dei migliori ristoranti e locali in giro per il mondo, diventati tra i più “instagrammabili”. Dal Loulou di Parigi, raffinata interpretazione del “vivere parigino” che presenta tavoli in cuscinatura di velluto blu, al Noma di Copenaghen, concepito a livello architettonico come un vero e proprio villaggio scandinavo. E ancora: dal White Rabbit di Mosca, locale che serve cucina russa contemporanea al sedicesimo piano del Centro commerciale “Smolenskij passazh” allo Sketch Gallery di Londra, tappa imprescindibile per gli amanti del cibo a due stelle Michelin. E ancora: dal Palm Court di New York, struttura di un’eleganza sobria con tavoli circondati da palme al Takazawa di Tokyo, con una sala quadrata rivestita in legno e una cucina in acciaio lucido che funge da palcoscenico per lo chef. Nella “top 10” dei locali più instagrammabili figurano anche l’Elon Café di Londra, il primo bar total pink con mura rivestita internamente di fiori, il 230 Fifth di New York, location perfetta per gustare un cocktail al quinto piano di uni dei grattacieli più alti nel centro della Grande Mela, il Nobu Malibu, ristorante glamour di Malibu con vista sulla magnifica spiaggia californiana e il Catch di Los Angeles, il locale più fashion di tutta la West Hollywood.

Mangiare è ormai diventato un atto esperienziale che mette in moto tutti i sensi, compreso… quello del gusto.

 

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