CONTRO LUCE (TERZA E ULTIMA PARTE)

Da il 3 agosto, 2012

(L’ultima parte della meta-recensione d’appendice del libro “Contro Luce“, scritto da due giovani poetesse teramane e qui extra-chiosato, da par suo, dal nostro Domenico Pennese).

Chiara e Daniela non hanno filtri. Credono nell’arte, nell’amore, nella Poesia! Ecco perché ho avuto fiducia. Al mondo c’è sempre chi riesce a fare quello in cui noi non siamo riusciti. Io non ci ho creduto all’arte, all’amore e alla Poesia.  Ho sperato mi salvasse, mi cambiasse in meglio, mi desse i codici per comprendere la vita ed i suoi meccanismi. Ho fallito! Ho tentato di usarla quantomeno per scopare di più, alla maniera di Bukowski, ma non ha comunque funzionato.

Chiara, in una chiacchierata in chat mi ha detto: “Si tornerà a scrivere, a parlare di qualcosa!” e così sia allora!  Le parole si sono strozzate da sole. Stanno appese all’albero della cuccagna ma nessuno che si scomodi più a prenderle. Manco uno che abbia il coraggio di esporsi, di farsi portavoce, no eh? Eppure si vive in una modernità scalpitante in cui tutti sembrano avere qualcosa da dire, da comunicare, ma spesso non si ha il coraggio, o più semplicemente, forse, mancano gli ascoltatori. Un quotidiano dove tutti sembrano scrivere libri, poesie, articoli giornalistici, ma forse, troppo spesso, ad emergere luccicando sono quelli sbagliati.

Un plauso allora anche alla piccola editoria, che non sempre guarda al soldo. L’arte non ha valore economico, semplicemente perché l’arte è inestimabile!

Tutto questo è un’alchimia, un meccanismo astrale di cose che danno speranza. L’editoria non è del tutto morta, così come non è  la parola.

Mi rivolgo ai giovani, senza arte ne parte; scaraventate le vostre cazzo di Xbox dalla finestra e vivetevi la vita vera! Comprate Contro Luce, spostate quella maledetta tenda che avete davanti al muso e cominciate a guardate le cose per come sono fatte realmente. Sono vive, pulsano, si evolvono, e se pensate che resteranno lì ad aspettarvi fino a che non vi accorgerete di loro, beh non avete capito nulla! Sveglia! Sveglia anche ai più grandi! A voi poeti morenti falliti. Prendete esempio, guardate come ci si espone, come si trova il coraggio! Specchiatevi, ma comunque non vi riconoscereste. Troppo alti e secchi, troppo bassi e grassi. Pelati o capelloni, pelosi e glabri unitevi! Tutti insieme, andiamo! Affinate gli sguardi, addomesticate i sensi ed imparate ad osservare in Contro Luce. Gettate lo sguardo laddove gli altri non vedono:

Il mondo, la parola, la vita vera, i dolori, la trasmutazione e la transumanza e D’Annunzio di merda, la metrica, l’endecasillabo, e la benedetta musicalità, Walt Whitman, James Joyce, la notte, le botte, le scopate, le tazze in allegria (e così sia, amen!), maturare, piangere, ridere, i fagioli ca fatt l’ucchie, il tempo che passa, la paura, i mostri, i discordi, i problemi fantasmi, Henry Miller, la birra, Giovanni Favazza, c’è chi ci crede, chi no, chi non ha più nulla da dire e chi non sputa n’attimo. Ci sono le cassiere delle librerie di tutto il creato, la puzz di fogn, i tombini, le bottiglie vuote e i ratti con le loro nidiate. C’è Ferlinghetti che sorride e se lo fa buttare da Ginsberg, T.S. Elliot che ride meno, scambia corrispondenze con Montale e dicono “Ou sti giovani di oggi però, non c’hanno più rispetto!”. C’è Dylan Thomas ubriaco dietro l’angolo, fa cu-cu a Tondelli. Tondelli si incazza e chiama a me, ma io chi sono? Solo n’altro stronzo senza più un cazzo da dire se non “Stramaledetto Sushi, non lo mangerò mai più!”.

Allora Chiara, Daniela, poeti e poetesse che vogliamo fare?

Poeti, uscite dai vostri studi,

aprite le vostre finestre, aprite le vostre porte,

siete stati rintanati troppo a lungo

nei vostri mondi chiusi.

Scendete, scendete…

…La poesia non è una società segreta,

ne un tempio.

Le parole  & i canti segreti non servono più…

 

(Lawrence Ferlinghetti)

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