CUOR DI METALLO, SMALTATO

Da il 10 febbraio, 2012

C’erano una volta un cuore di metallo smaltato e un coltello stagliato.

Entrambi vivevano nella tasca interna di una borsa di pelle, di circa 30 anni.

Insieme a loro, di tanto in tanto c’era un pezzo di carne. Non si è mai presentato questo pezzo di carne, in verità.

“Non abbiamo mai saputo il suo nome” si lamentò il coltello “è arrivato senza avvisare e non ci ha cagato di striscio”.
In verità il pezzo di carne era solo un po’ timido. Lo si era buttato lì per sbaglio senza avergli dato la possibilità di scegliere da sé se imputridirsi al sole o meno. Gli era stata negata la scelta che non dovrebbe mai essere negata a nessuno.

Il pezzo di carne così con tutto il suo bagaglio di timidezza, non solo era malvoluto dal resto degli abitanti della tasca, ma stava anche sull’orlo di una crisi personale. Di solitudine.
Il sangue cominciava a raggelare. La carne si stava irrigidendo, e il cuore di metallo smaltato non riusciva a guardare direttamente il nuovo ospite. Il sangue cominciava a seccarsi. La carne stava morendo di sete. Pulsava le ultime pulsazioni di sempre, primo colpo (quattro). secondo colpo (tre). terzo colpo (due). quarto colpo (uno).
All’esterno il piccolo cuore di metallo sentì lo smalto rosso spaccarsi un poco. All’interno del piccolo cuore una lingua di metallo sobbalzò producendo un colpo sordo (zero). In quel momento il pezzo di carne tacque per sempre. Trasfigurazione, trasmigrazione e un po’ d’amore.

Il coltello non lo capì mai.

About Sonia Manduzio

One Comment

  1. Concetto

    10 febbraio 2012 at 15:36

    Interessante, mi piace :)

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