“L’imperatore dell’aria”

Da il 12 dicembre, 2011

I racconti sono come le pallottole di un cecchino. Rapidi e sconvolgenti” . L’affermazione di Jeffrey Deaver altrettanto rapida e sconvolgente, coglie in pieno l’essenza del racconto e Calvino, col suo stile inconfondibile gli fa il verso, ricordando al lettore che nulla come il racconto riesce a mostrare così bene le due facce dell’esistenza umana: il cammino imperterrito della vita, e l’abbraccio silenzioso della morte.

È nella fretta del racconto forse, la sua grandezza? È nella follia di un breve passaggio appena disegnato, la potenza delle parole? Il ritorno di Ethan Canin dopo più di 20 anni con la raccolta di racconti “L’imperatore dell’aria” ci offre uno spunto nel tentativo di rispondere alle nostre domande. Se è pur vero che l’estemporaneità del racconto è un dato reale, è bene ricordare che la riuscita di una buona raccolta di racconti sta nella propria unitarietà, nel fare vivere sulla pagina persone ed emozioni distaccate nel tempo e nello spazio, mantenendo tra loro sempre un filo invisibile di congiunzione.

Ethan Canin ci riesce. I 9 racconti de “L’imperatore dell’aria” possiedono una duplice forza: se letti separatamente, riempiono il lettore e sono perfettamente a se stanti; se letti tutti di un fiato si ha la netta sensazione che quei racconti poggino su un solido terreno comune, come se fossero i capitoli di un romanzo.

Pubblicati per la prima volta nel 1988, i racconti di Canin raccontano le vite di anziani e adolescenti, immersi in questioni quotidiane apparentemente banali ma con un peso reale nelle rispettive vite, un inno all’individualità, al senso precipuo e unico dell’esistenza di ogni uomo: dal vecchio insegnante di astronomia che si batte per difendere l’olmo del suo giardino da un’invasione di insetti nonché dal molesto vicino di casa, a un giovane depresso e insicuro che trascorre le proprie giornate sul tetto, a osservare le nuvole, per sfuggire ai progetti per il futuro che sua madre e suo padre hanno arbitrariamente escogitato per lui; da un allenatore di baseball che viene costretto dalla moglie smaniosa di possedere una grande villa a visitare case che non potranno mai permettersi di comprare, a un adolescente che non può sfuggire agli insegnamenti del fratello maggiore, nonostante la loro spietatezza.

Racconti metaforici e intrisi di pensieri ad alta voce, che fanno luce sui numerosi dilemmi del quotidiano, sulle solitudini in borsetta che volteggiano sul tram o in fila al supermercato, mentre il frastuono intorno non ha tempo di accorgersi di niente.

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