TRE ROMANZI IN BALLO PER IL JOHN FANTE OPERA PRIMA

Da il 22 luglio, 2013

ssAd un mese dall’inizio del Festival “Il Dio di mio padre”,  dedicato al grande scrittore italo-americano (e dalle profonde radici abruzzesi) John Fante, in programma  dal 23 al 25 agosto prossimi a Torricella Peligna,

la giuria tecnica del premio “John Fante Opera prima 2013”, composta da Francesco Durante (presidente), Giulia Alberico e Masolino D’Amico,

 ha scelto i tre finalisti,

che sono:

Matteo Cellini, “Cate Io”, Fazi

Giovanni Di Gamberardino, “La marcatura della Regina”, Socrates

Simona Baldelli, “Evelina e le fate”, Giunti

Una menzione è andata a Stefano Angelucci Marino con Fascistelli (Il Cerchio)

Sarà, poi, una giuria popolare a decretare il vincitore assoluto durante il Festival, nella giornata di venerdì 23 agosto.

Ma conosciamo un po’ meglio i tre finalisti e scopriamo qualcosa dei loro libri.

Matteo Cellini nasce ad Urbino nel 1978, vive ad Urbania ed insegna. “Cate, io” è il suo primo romanzo ed è la storia di un’adolescente alle prese con il problema dell’obesità e della diversità. Della catalogazione che la società di oggi ci impone. Il libro è di Fazi Editore.

Giovanni Di Giamberardino, nato nel 1984 vive a Roma. Ha pubblicato online poesie e racconti. E’ autori di soggetti per fiction e scrive per www.serialmente.it.

L’opera, “La marcatura della Regina, è il racconto di un omicidio attraverso 24 storie, una per ogni ora della giornata, in qualche modo collegate e concatenate tra loro. Edizioni Socrates. Finalista al Premio Calvino 2009.

Simona Baldelli, nata a Pesaro il 29 maggio 1963, vive a Roma e “Evelina e le fate” è il suo primo romanzo. Un racconto che annoda i fili della grande storia a quelli magici e colorati della vita di una bambina e del suo mondo fantastico, in un piccolo paese della campagna italiana. Edizioni Giunti. Finalista al Premio Calvino 2012.

Stefano Angelucci Marino, autore di  “Fascistelli”, edizioni Il Cerchio è nato e vive in Abruzzo, a Lanciano e questo racconto è un viaggio tragicomico nella provincia abruzzese della prima repubblica.

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