L’IDENTITÀ DI KUNDERA

Da il 27 settembre, 2012

“Vi sono situazioni in cui per un istante non riconosciamo più chi ci sta accanto, istanti in cui l’identità si cancella, mentre di riflesso, dubitiamo della nostra”.

Protagonista della storia è Chantal,  la ricerca della sua identità. Chantal è una donna che ha subito una grave perdita, quella di suo figlio che non ha mai avuto la possibilità di crescere. Una disgrazia, una disgrazia liberatoria! Ma come può esserci una disgrazia liberatoria? Sì, perchè Chantal perdendo il figlio ha riacquistato la sua libertà, si è liberata da un uomo, un matrimonio, una vita che non le apparteneva, che le tarpava le ali. Una vita che non era la sua: una disgrazia liberatoria. Così “l’evasa” riprende le redini di se stessa e decide di ricostruirsi un futuro con Jean-Marc, l’uomo dalla convinzione di essere uno destinato a porsi ai margini della società. Jean -Marc è via per lavoro. Torna da lei, in una camera d’albergo con un giorno di ritardo e la trova diversa, cambiata… Per un istante non la riconosce più. “Vi sono situazioni in cui per un istante non riconosciamo più chi ci sta accanto, istanti in cui l’identità si cancella, mentre di riflesso, dubitiamo della nostra”. Chantal non era più Chantal, Jean-Marc non era più convinto di essere Jean-Marc. Il suo viso era quello di un’altra donna a lui sconosciuta. Era il viso di colei che improvvisamente sentiva il peso  insostenibile della vecchiaia che si concretizzava nel “gli uomini non si voltano più a guardarmi”. Frase questa, piena di vergogna, che la fa arrossire. D’altronde Kundera sa che non si possono sopprimere le emozioni pur provandoci insistentemente. Jean-Marc la ama, lui si volterebbe ogni istante per guardarla, lo fa. Ma a lei non basta. Non le basta quello sguardo esclusivo, quello che rappresenta l’abolizione di tutte le possibilità. La riduzione, anche se felice, di tutte le possibilità a un’unica possibilità. Così comincia ad essere anche un altro: C.D.B. Il suo ammiratore segreto, uno che la spia, la scruta, colui che le riaccende la voglia di essere bella, desiderabile. Ha inizio così un “viaggio”alla ricerca delle identità. Realtà o immaginazione?  Vita o sogno?

Definito uno dei libri più dolorosi e illuminanti  di Milan Kundera,  “L’identità” vede la sua prima luce nel 1996. Il mio voto? Un 8 pieno.

 

 

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