LUCA, BERLINO E I “POVERI CRISTI”

Da il 13 dicembre, 2015

Sono le 14 di un sabato pomeriggio, ho appuntamento con Luca Di Battista, un ragazzo che da Francavilla al Mare (provincia di Chieti) si è trasferito a Berlino. Naturalmente l’appuntamento è virtuale, su Facebook per l’esattezza. Ora, dato che una volta ho provato a definirlo artista e mi ha minacciato di morte se lo avessi fatto di nuovo, lascio a lui una definizione di quello che fa: in un tweet o poco più chi sei, di cosa ti occupi?

Credo che ancor prima di definirmi illustratore o disegnatore la parola esatta da utilizzare nei miei riguardi sia: sognatore, nell’accezione meno nobile del significato poiché a volte mi concedo uno slancio, proprio di chi sogna ad occhi aperti, ancor prima di aver compiuto il primo tentativo. (Non riuscirò mai a scrivere un tweet decente)

Ricordo di averti conosciuto in ambito fotografico, come sei arrivato all’illustrazione/disegno?

Ambedue, in un modo o in altro, appartengono alla mia grande passione per le immagini. L’una non ha mai preso il posto dell’altra, continuo a fotografare assiduamente (forse anche più di prima) ma ho semplicemente deciso che il disegno e l’illustrazione diventasse il centro della mia attività professionale; in ambedue i casi però quello che mi affascina è creare situazioni, è come mettere in scena degli attori.

Allora andiamo in parallelo. Fotografia e illustrazione: fonti d’ispirazione, come sviluppi i tuoi progetti? Ora ne hai qualcuno in essere? Ce n’è qualcuno concluso da poter vedere?

Una domanda articolata alla quale rispondere. Per natura sono una persona che ama documentarsi e conoscere a fondo le proprie passioni. Tendo sempre a fare un melting pot delle varie situazioni dalle quali so di poterne uscire, diciamo così, motivato (ispirato è proprio brutto). Per cui non esistono, almeno per me, fonti ideali alle quali ispirarmi. Poi va da se che mi piacciano illustratori, disegnatori, fotografi, pittori e chi più ne ha più ne metta. Il mio professore di copywriting diceva sempre che l’arguzia vien fuori dalle difficoltà per cui direi che il mio primo instillatore di ispirazione è avere davanti a se una sfida, un problema, un nuovo progetto e questo credo che in qualche modo si ricolleghi a quanto detto prima (“tendo a vivere di slancio ancor prima di aver fatto il primo passo”). In questo momento ho appena chiuso un bellissimo progetto in collaborazione con Antonio Secondo, per l’occasione sono andato un po’ fuori dai miei normali ambiti di competenza poiché trattasi di uno short comic (un romanzo a fumetti ma breve) ma avevo bisogno di dover raccontare qualcosa in maniera diversa dal mio solito. Il titolo è “I Poveri Cristi” (link: http://lucadibattista.com/I-Poveri-Cristi-Short-Comic). Ci sono voluti alcuni mesi per finirlo ma da qualche giorno è possibile acquistarlo in preordine.

Non è la prima volta che collabori con Antonio Secondo, ti va di parlare dei progetti passati e, se ci sono, di quelli futuri?

Con Antonio, che è prima di tutto un amico, non è la prima volta che collaboro. Circa un anno fa ho avuto il piacere di realizzare le illustrazioni per un altro dei suoi racconti “La Montagna Nera” con la quale abbiamo vinto il Behance Portfolio Review 2014. Per il futuro vediamo se ci sarà l’opportunità di un ulteriore collaborazione sarò ben disposto ad accoglierla, prima però vorrei portare a termine un altro mini-progetto questa volta completamente mio proseguendo il discorso, aperto con “I Poveri Cristi”, con il fumetto.

La maggior parte dei titoli delle tue illustrazioni e i testi nei progetti sviluppati fino a ora sono in italiano, allora mi viene da chiederti: perché il trasferimento a Berlino?

Io mi sono trasferito a Berlino nel 2012 quando non avevo ancora ben chiaro cosa volessi fare veramente, avevo frequentato nei due anni precedenti un corso biennale per graphic designer ed ero super affascinato (come lo sono tuttora) dal panorama della progettazione grafica tedesca. Poi nel tempo sono cresciuto, ho messo a fuoco meglio le mie skills e le mie qualità e ho iniziato ad occuparmi un po’ meno di quello che volevo essere e un po’ più di quello che potesse valorizzare le storie o le situazioni delle quali volevo raccontare. A Berlino poi ho trovato una città accogliente, lontana dai frastuoni di una capitale in piena regola che, nonostante un area urbana incredibilmente grande, riesce ad offrirmi una qualità della vita invidiabile.

Tendi a rifiutare termini quali ‘artista’, o ‘ ispirazione’, e cerchi termini più concreti, come ‘motivato’: quanto metodo e studio c’è in un lavoro come il tuo?

Questo perché l’arte è qualcosa di molto distante dal design o dall’illustrazione in senso più stretto, l’arte non ha bisogno di una committenza per funzionare, al contrario l’illustrazione si, essendo spesso subordinata ad un testo. L’illustrazione per certi versi è più vicina ad un lavoro da artigiano che a quello di un artista, ci si allena tutti i giorni, ci si migliora, si affinano le proprie capacità di interpretazione.

Per concludere, e tornando alla tua ultima fatica, ‘I poveri Cristi’: è acquistabile solo on line?

Fino al 20 dicembre sarà attivo il preordine a prezzo scontato sul mio shop online all’indirizzo (http://lucadibattista.tictail.com/product/i-poveri-cristi-preordine ), ma prestissimo sarà disponibile anche in alcune librerie, questa prima edizione è autoprodotta e conterà un numero limitato di copie, in ogni caso Sabato 19 Dicembre saremo ospiti della libreria Qui Abruzzo in Via de Amicis a Pescara per presentarlo e per parlarne un po’ insieme agli ospiti.

 

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