TRIVELLE D’ITALIA: QUESTO È UN PAESE PER PETROLIERI

Da il 17 maggio, 2013

201301031053-400-trivelle_petrolioIn un articolo uscito pochi giorni fa sul sito della rivista Altreconomia, il giornalista Pietro Dommarco, autore di “Trivelle d’Italia. Perché il nostro Paese è un paradiso per petrolieri“,

 oggi pomeriggio alle 18 ospite dell’Aula consiliare del comune di Pescara per presentare il suo libro,

rivela che il Mare Adriatico proprio di fronte alle coste abruzzesi è stato nell’ultimo decennio un laboratorio dove si è portata avanti una particolare sperimentazione di fratturazione idraulica (chiamata fracking). Il tutto nel giacimento “Giovanna”, a 23 miglia dalla costa nel tratto tra Montesilvano e Giulianova.

«Si tratta di una notizia davvero inquietante, anche perché la apprendiamo da un giornalista che l’ha trovata su una rivista scientifica in lingua inglese, non da una qualche comunicazione dell’impresa o istituzionale» scrive in un comunicato Rifondazione comunista, artefice dell’incontro odierno.

Con Pietro Dommarco si parlerà del nuovo rischio trivellazioni, in Italia e in Abruzzo, alla luce della Strategia energetica nazionale varata dal Governo Monti. Un’occasione anche per fare il punto, a poco più di un mese dall’oceanica manifestazione “No Ombrina, Sì parco” del 13 aprile.

«Trivelle d’Italia spiega perché le mani dei petrolieri sono sporche di greggio, ma libere. Libere di perforare la terra e i fondali marini italiani, con bassi costi e con l’avallo di leggi “tolleranti”. Nel nostro Paese, infatti, le “percentuali di compensazione ambientale” sono tra le più basse al mondo: per questo oggi sono centinaia le concessioni e più di 1.000 i pozzi produttivi in Italia, tra terraferma e mare. “Trivelle d’Italia” racconta questo “buco” nel cuore, che ha portato pochi vantaggi al nostro territorio, scarsa occupazione e “infiniti lutti”, per i lavoratori e per l’ambiente».

 

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