WAKE UP! MONTESILVANO

Da il 23 aprile, 2012

Lo sapevano anche le pietre che un virus particolarmente minaccioso si era impossessato dell’anima, e del corpo, della quinta città d’Abruzzo. Forse lo sapevano anche le palme finte che punteggiano la riviera, pendant esemplari all’inno nazionale uscente della città di Montesilvano: la musica latinoamericana. Di sicuro lo sapevano le decine di palazzi cresciuti come metastasi qua e là. L’irripetibile Eldorado dei premi di cubatura, la città natale di Dean Martin. La deregulation, galoppante, spasmodica, era sotto gli occhi di tutti. Si diceva che il primo cittadino pianista dagli occhi di cemento, sovente attorniato da microfoni e taccuini compiacenti, fosse il nuovo che avanza. Era stato eletto con un consenso mostruoso, bulgaro, il 65 per cento dell’elettorato, decine di migliaia di cittadini che poi avrebbero voluto lapidarlo in piazza, all’italiana, ma valla a cercare una piazza, o un parco, o un brandello di verde pubblico, o una biblioteca, o un museo, o una sala-concerti, o un vero centro di aggregazione, a Montesilvano, giungla di traffico selvaggio a tutte le ore del giorno e della notte, strade-colabrodo, ridde di edifici asimmetrici, paninerie ambulanti e sale giochi e cattedrali “culturali” nel deserto e centinaia di ristoranti e negozi raggiungibili esclusivamente via automobile. Ma le conferenze stampa qui non mancano mai. Seguirà buffet.

Il sindaco-pianista modernizzatore pontificava di Montesilvano capitale dei servizi, Montesilvano capitale della cultura, Montesilvano capitale del turismo estivo e congressuale, Montesilvano tigre dell’area metropolitana.

Il sindaco-medico normalizzatore del successivo quinquennio non ha detto qualcosa tanto per dire, non ha fatto qualcosa tanto per fare.

E meno male che c’è il mare.

Sono di Pescara ma vivo a Montesilvano da quindici anni ed è giunta l’ora di cominciare a viverci davvero. Di uno strappo netto con tutti i suoi spregiudicati o letargici passati. Prima che sia troppo tardi, e che nuove generazioni di montesilvanesi si abbrutiscano, irrimediabilmente.

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