FIDANZATI IMMAGINARI

Da il 14 febbraio, 2014

cotte-anni-90

di Alessandra Vanité

Fidanzati immaginari. Con il tempo, anche questi si sono evoluti e se prima erano solo marmocchietti frutto della nostra fantasia creati a nostro piacimento biondi occhi azzurri, fisicati e comprensivi, oggi i fidanzati immaginari sono più che reali. E strapieni di difetti.

Mi spiego: esistono relazioni “difficili” composte da individui per lo più assenti nel quotidiano sia materialmente che idealmente, se non per qualche banale serie di “essemmesse” su “wozzap” perché poi il tuo numero di telefono non lo compongono nemmeno per sbaglio e arrivi quasi a dimenticare che voce hanno tanto che magari un giorno ti incontrano e gridano “ohoo ciao” e tu nemmeno ti giri perché pensi che il cretino che urla non si stia rivolgendo a te. Sparano papiri di minchiate su quanto tengano a te e a voi, quanto siete fantastiche e importanti e quanto nessuna potrà mai eguagliarvi però poi il tempo per farsi un giro da voi non lo trovano mai perché la scuola di calcio è una grossa responsabilità e non possono metterla da parte anche se questo li strazia dentro… (sottofondo di grasse risate). In più c’è mamma che desidera risultati nello studio e che si affermi come avvocato o medico anche se fa l’università ormai dai 13 anni senza speranza alcuna di riuscita, continuando a pagare il 75/80% degli stipendi a professori segretari e presidi senza ragione alcuna. “mammamiaquantorompenonlopuoisapereveramentesonodistruttopsicologicamentedallapressione, menomalecheciseitunellamiavita” … sì, a beccarmi le lamentele di tutte le cazzate che ti affliggono quotidianamente, poi non c’hai tempo nemmeno per una serie di porcate fatte bene per compensare. Manco quello vi spinge più.

Ma del resto Youporn è la miglior scoperta dopo l’acqua calda e le omosessualità latenti sono all’ordine del giorno, molti non sanno di esserlo finché non glielo fai notare, ma fidatevi, se gli regalate pashmine con mega stelle e cuori coloratissime e pacchetti dall’estetista-mani, sopracciglia, cera totale, pulizia viso- sono felici come se aveste regalato una Ferrari ultimo modello con appeso un tremendissimo teschio al posto del corno ad un etero. Ovviamente tu sei sempre e comunque una loro proprietà quindi gli amici maschi sono off-limits, guai ad averne e guai nerissimi a pubblicare su “feisbuc” una foto il loro compagnia…sacrilegio. “Mi hai tradito. Non sei quella che credevo, io pensavo di valere qualcosa per te, sparisci, non farti più vedere e sentire, ti cancello……ecco vedi? non rispondi, avevo ragione! addio!” Tipica reazione da checca isterica. Per l’appunto. Tre giorni dopo: “io ho tempo, ci vediamo?” ….MA NON DOVEVO SPARIRE?? NON ERO IO AD AVERE LE FASI PREMESTRUALI?? CHI SONO, DA DOVE VENGO, SOPRATTUTTO SONO ANCORA IO LA FEMMINA??? meglio controllare nelle mutande che tutto sia ancora come l’avevo lasciato. Allora c’è la pausa. “DEVO PENSARE”. E da qui inizia la psicosi femminile, donne disperate che pur di farsi dare una riBBBaltata come si deve si avvinghiano al primo che incontrano in discoteca e se questo le ignora passano al secondo rincarando la dose, dal sorriso iniziale parte lo sguardo ammaliante, se non funziona passano al terzo, con sorriso, sguardo ammaliante, lingua strusciata su labbra, non funziona e passano al quarto, sorriso, sguardo, lingua, movimento di culo, non va allora al quintoooo ormai esasperate, si risparmiano la fatica di ridere e muoversi e passano al “te lo afferro e vediamo se mo ti stai qua!!!!!” il tizio finalmente ci si struscia e con un sorriso da imbecille inizia a muoversi come un’anguilla. Vanno via insieme, lei non ci sta più nella pElle….lui nelle pAlle (…questione di vocali signori!!!) poi però ha bevuto così tanto che non riesce a farlo funzionare. Saluti imbarazzati, “Scusa mi ricordi il tuo nome?!” ecc ecc

Tutti tornano nel mondo reale: casa, pigiama antistupro, sorrisi perfidi ripensando al tizio, messaggio multiplo alle amiche che rideranno una settimana, vibratore, nutella per dar sfogo alle repressioni Lei. Testa sbattuta contro lo sterzo dell’auto, casa, testa sbattuta contro lo specchio del bagno, ingiurie e bestemmie di ogni tipo all’amico tra la gambe, maledizioni contro gli amici che ordinano ogni sorta di bottiglia a cadenze di 7 minuti l’una dall’altra (i soliti esagerati, LORO!!), vergogna, rassegnazione, testa sbattuta contro lo spigolo del letto, svenimento. Lui.

Situazioni chiare, potrebbero evitarvi tanti problemi della serie, dopo una conoscenza iniziale l’ideale sarebbe: “non voglio legami. Mi piace darci dentro, a TE TI piace darci dentro?” “Sì, mooolto!” “ottimo! allora ci diamo dentro insieme ma poi gioco dell’uva, ognuno a casa sua fino alla prossima corsa”. E fatelo. Sparite fino a che la natura non vi stimola l’unico neurone presente e vi induce a pensare “sessosessosessosessosesso”. Vi prego. Sparite e non cercateci MAI.

Noli homines blando nimium sermone probare: Fistula dulce canit, volucrem dum decipit auceps.” (Catone, Distic., 1, 27).

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