A PROPOSITO DI BUCHI E FORI DELLA GLORIA

Da il 22 ottobre, 2012

Nello slang sessuale per “Glory Hole”  (meglio conosciuto come foro/buco della gloria) si intende quella strana pratica posta in essere creando un foro in una parete o in un qualsiasi altro divisorio, ad esempio nei bagni pubblici, nelle video cabine dei sexy shop o in altri luoghi particolari, attraverso il quale è possibile svolgere determinate attività sessuali con chi si trova al di là della partizione.

Rientrano in queste attività sessuali il voyeurismo (provare eccitazione nell’osservare gli altri mentre fanno sesso) e altre forme di sesso, orale, anale o vaginale, masturbazione inclusa: il tutto mantenendo sempre piena privacy e anonimato.

Il Glory Hole consente di introdurre nel foro diverse parti del corpo, come la lingua, le dita o più frequentemente il pene: il contatto perciò avviene solo tra alcune parti corporee.

Di preciso non se ne conosce l’origine, di questa pratica eccentrica, che sembra essere stata introdotta dal mondo dei marinai che, durante le molteplici navigazioni, in mancanza di donne con cui sfogare i loro istinti sessuali, trovavano “rifugio” e piacere nel sesso omosessuale (altro che sirene e canti vari). In anni più recenti ritroviamo questa pratica nei bagni pubblici, nei cinema, nei sex club, nei parcheggi e nei tipici locali che accolgono tutte queste “ usanze” a dir poco strampalate.

Il tipico foro del Glory Hole è posizionato in una parete divisoria all’altezza del bacino dove successivamente un uomo potrà introdurvi il proprio pene in attesa di ricevere del sesso orale, o per praticare una penetrazione.

Le motivazioni che spingono a vivere l’avventura del Glory Hole sono svariate: la più eccitante è senza dubbio la possibilità di mantenere l’anonimato e il non dover relazionarsi con l’altro. Le insicurezze di ognuno legate all’aspetto fisico vengono totalmente annullate grazie al fatto che non ci si può vedere. Stop quindi all’ansia da prestazione, alla paura di non piacere o di non sentirsi all’altezza della situazione: tutto si focalizza in quel foro che nasconde mistero allo stato puro. Una sorta di buco della serratura che fa da tramite a un “paese delle meraviglie” dove  vi si scorge un’altra dimensione. Certo è vero che dall’altra parte potrebbe celarsi chiunque, ma è proprio questo che alimenta la fantasia erotica.

L’alone di mistero che il Glory Hole porta con sé ricorda molto le diffusissime “dark-room” presenti oramai in molti locali. La dark-room dall’inglese “dark” (oscuro) e “room” (stanza) è appunto una stanza, o una serie di stanze, adibite in diversi locali o club privé all’interno delle quali le persone si incontrano a scopo esclusivamente sessuale, il tutto nell’assoluta assenza di luce.  All’interno di queste stanze solitamente vengono proiettati dei cortometraggi o film pornografici, il tutto condito dalla distribuzione di preservativi e gadget sessuali di ogni tipo.

La pratica del Glory Hole è molto diffusa in Giappone: lì addirittura alcuni sexy shop offrono la possibilità ai clienti di utilizzare, per dare libero sfogo alle proprie fantasie, il cosiddetto “ Magic Hole” ossia un muro dotato di un foro dove vi si infila il pene e si attende la prestazione desiderata. Anche se c’è da dire che i prezzi diquesto svago sono abbastanza cospicui. Questi Magic Hole all’ingresso presentano anche un messaggio di benvenuto, non il solito zerbino con su scritto “Welcome” bensì messaggi tutt’altro che subliminali come: “Please, drop your pants” (prego, abbassarsi le mutande) o anche “Try me” (provami).

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